La sola cosa necessaria affinche' il male trionfi e' che gli uomini buoni non facciano nullaEdmund Burke


lunedì 28 febbraio 2011

venerdì 25 febbraio 2011

Intervista radiofonica sulle scie chimiche a Christina Hollenweger

Pubblichiamo un’importante intervista a Christina Hollenweger, responsabile del marketing e portavoce della "Singapore Airlines". L’efficace ed indignata testimonianza sulle scie chimiche proviene da un’”addetta ai lavori” ed è per questa ragione tanto più significativa. La voce autorevole ed obiettiva della Hollenweger si aggiunge agli innumerevoli altri contributi di scienziati e cittadini su un'atroce realtà che può essere ormai negata solo dagli stolti o dai disinformatori.

Christina Hollenweger, cinquantanovenne di Zurigo, responsabile del marketing e portavoce della "Singapore Airlines", lavora da quarant’anni nel settore del trasporto aereo. Da sempre è affascinata dal cielo. Da qualche tempo l'osserva e vede delle stranezze.

lunedì 21 febbraio 2011

Scienze di confine e mistero: 24-25 Dicembre 2010 Piogge acide ad Oristano

Scienze di confine e mistero: 24-25 Dicembre 2010 Piogge acide ad Oristano: "In questo blog ho largamente parlato di una serie di fenomeni e avvenimenti che si sono presentati nei cieli (ed anche a terra per conseguen..."

nwo-truthresearch: Il Progetto Blue Beam

nwo-truthresearch: Il Progetto Blue Beam: "Premessa: sotto presento l'articolo di Serge Monast (deceduto nel 1996 per attacco cardiaco, forse ucciso?), sul presunto Progetto Blue Beam..."

mercoledì 16 febbraio 2011

I CERCHI NEL CIELO DI GAZA















DI YASMEEN EL KHOUDARY
Target.ps

La gente ha preso a parlare di una nuova guerra. Essi ci dicono che i loro vicini-probabilmente sono troppo schivi per dire che, in effetti non si tratta dei vicini, ma dei loro stessi parenti-hanno cominciato a fare scorta di cibo, vestiti e candele, in preparazione della guerra imminente. “La gente è profondamente impaurita” ci dicono, usando “gente” invece di “noi”. Tutti -riferiscono notizie infondate e rumori assordanti -ci dicono che possono udire i tamburi di guerra,voi non potete!?

Bene, per me la guerra è già iniziata, e Israele sta già cantando vittoria, data la precisa conversazione che due di noi stanno avendo. Circa due settimane fa, io ho visto quello che mi è sembrato essere un pilota israeliano confuso, che volava col suo jet F-16, disegnando cerchi nel cielo. La gente immediatamente lo ha preso come un segno, una minaccia o un segnale, che la guerra stava per cominciare. La loro memoria immediatamente è tornata al 2008, ed erano convinti che il 27 Dicembre 2008, un jet israeliano, possibilmente anche lo stesso di adesso, avesse disegnato dei cerchi nel cielo, e che tutto ciò avvenne all’atto d’inizio della guerra.



lunedì 14 febbraio 2011

Venerdì 25 febbraio 2011, ore 21.00, conferenza sulle scie chimiche a Desio


L'associazione Assosport per la cultura organizza la conferenza (sulle scie chimiche) dal titolo

Chimica dal cielo ... terrore sulla terra? 
Segreti militari e malattie misteriose

Venerdì 25 febbraio 2011 alle ore 21.00, a Desio (provincia di Monza e Brianza)


presso la Sala Pertini, Piazza Don Giussani


sabato 12 febbraio 2011

Broken Clouds - Nuvole spezzate (articolo del meteorologo Scott Stevens)

Scott Stevens è uno dei pochi meteorologi che non si è piegato al ricatto o alle pressioni del sistema di potere, e continua a denunciare le alterazioni climatiche (ottenute dall'uso sinergico di campi elettromagnetici e di scie chimiche). In questo ed altri articoli, in base alla sua esperienza come osservatore del cielo denuncia (con fare ironico) come niente ci sia più di naturale nel processo di formazione delle nuvole e nelle sagome che esse assumono nel cielo.

Ecco un articolo di Scott Stevens tratto dal suo sito weatherwars (“guerra climatica”); cliccare qui per l'articolo orginale in inglese.
Nuvole spezzate - 8 nov 2007

 
 

venerdì 11 febbraio 2011

Cloud Seeding In Thailand - Chemtrail

Da noi massima disinformazione che nega, nega e nega. In Thailandia almeno ammettono la cosa, sempre attraverso motivazioni ridicole, ma almeno ammettono il fenomeno non prendendo tutti per i fondelli negando. Naturalmente queste attività vengono spacciate per benefici interventi di cloud-seeding atti a favorire le precipitazioni in aree afflitte dalla siccità. Mentre le analisi su acque e terreni dicono che sono tutto tranne che innocue le sostanze usate (bario, alluminio ecc..). GRAZIE MILITARI ! ! !

Grazie a Tanker Enemy per il video.


Dal canale you tube di:  slopenick

mercoledì 9 febbraio 2011

risposta al quotidiano Il tirreno livorno all'articolo sulle scie circolari


Fonte canale youtube di: ferro809

Il Daily Mail fa capire che sono scie chimiche quelle sprigionate dagli aerei, scie che possono coprire una nazione


Clicca per ingrandireQui di seguito trovate la traduzione dell'articolo Attack of the vapours – how jet trails block out the sunshine, scritto da Oliver Tree e pubblicato il 28 Giugno 2010 sull'edizione on line del daily mail. In tale articolo troviamo alcune affermazioni a dir poco incredibili, ed altre invece assolutamente veritiere, ma che sono in netto contrasto con quanto affermato dagli "scienziati ed esperti" italiani che negano l'esistenza delle scie chimiche.
Innanzitutto viene affermata una cosa assolutamente reale, e di per sé tremenda, ovvero che le scie degli aerei sono così numerose e così persistenti nei nostri cieli che bloccano la radiazione solare in maniera molto considerevole, fino a coprire “un valore sconcertante di 20.000 miglia quadrate del cielo – ovvero un quinto circa dell'estensione del territorio della Gran Bretagna”.

domenica 6 febbraio 2011

Le scie ci sono ma gli aerei ????? forse tecnica olografica!

Canale youtube di   MultiErrante

Canale youtube di  TheSearcher67

Dopo l'acqua all'alluminio di Orvieto tocca all'acqua al bario in provincia di Pistoia


In provincia di Pistoia sono state rilevate concentrazioni allarmanti di bario nell'acqua potabile. Come trovare scritto in questo articolo pubblicato sul quotidiano Il Tirreno
Concentrazioni di bario sette volte superiori al valore guida indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità erano infatti state rilevate nella zona del Boschetto di Quarrata. I campionamenti erano  stati effettuati da un gruppo di studiosi alla fine del 2009 e pubblicati sulla rivista “Le Scienze” nel dicembre 2010.
A Quarrata la concentrazione di bario risultava essere di 5 milligrammi per litro, sette volte superiore alla soglia di 0,7 mg/l fissata dall’Oms. Un problema del quale l’Arpat venne a conoscenza a marzo del 2010 e che venne subito risolto dai tecnici di Publiacqua miscelando l’acqua al bario con acqua non “contaminata” proveniente da un altro pozzo.
Decisamente un'ottima soluzione quella dell'ente Arpat di "risolvere" il problema miscelando l'acqua avvelenata con acqua non contaminata, in modo non da eliminare il problema ma di ridurne l'entità! 

A parte questo è interessante anche quanto viene detto in tale articolo sulla tossicità del bario:
Secondo quanto riportato nello studio pubblicato da “Le Scienze”, l’ingestione accidentale di sali solubili di bario provocherebbe, gastroenterite, paralisi muscolare, fibrillazione ventricolare ed extrasistole.
A conferma di quanto su esposto leggiamo sul sito medicinenon.it :

"Il bario è un elemento alcalino della terra e anche un metallo pesante  tossico.  La tossicità del bario tende ad essere relativamente bassa a meno che non venga ingerito in grandi quantità o vengano fatti degli aerosol. L'inalazione di bario può causare l'irritazione temporanea dei polmoni. L'ingestione accidentale o intenzionale di bario può provocare diarrea, vomito ed dolori addominali. L'esposizione umana a livelli pericolosi di bario in acqua potabile contaminata può causare problemi  al cuore, al fegato, allo stomaco, ai reni ed in altri organi. Quando il bario viene assorbito, può rimuovere il potassio all'interno delle cellule e causare effetti di vario genere nel tono muscolare, nelle funzioni del cuore ed nel sistema nervoso." 

A questo punto non si può fare a meno di notare come sia ufficialmente noto (tanto che se ne trova conferma persino in articoli scientifici) che esistono usi militari dell'aerosol di bario (bario irrorato tramite aerei nell'atmosfera). I sali di bario per altro possono essere utilizzati per la manipolazione climatica.


Del resto è recente la notizia di alti livelli di Bario riscontrati nelle acque della Basilicata, vedi l'articolo Basilicata: Bario e Boro nelle dighe lucane pubblicato l'8 gennaio 2010 sul sito dei Radicali Italiani. Da questo articolo citiamo il passaggio più significativo:
A cosa sia dovuta la presenza di Bario in quantità superiori ai limiti stabiliti dalla legge, non lo sappiamo. Sta di fatto che i composti di Bario sono usati dalle industrie di gas e petrolio per fare fango perforante e che il Bario può avere effetti tossici sulla salute umana. Piccole quantità di bario solubile in acqua possono indurre in una persona difficoltà di respirazione, aumento della pressione sanguigna, variazione del ritmo cardiaco, irritazione dello stomaco, debolezza muscolare, cambiamenti nei riflessi nervosi, gonfiamento di cervello e fegato, danni a cuore e reni. Anche il Boro può essere nocivo per la salute umana. Il Boro può infettare stomaco, fegato, reni e cervello.

Qualcuno potrà pensare a casualità, ma non chi osserva regolarmente e costantemente il cielo, ove si vedono aerei che rilasciano bianche scie volando a bassa quota, girando in tondo, facendo inversioni ad U, volando in stormi che a volte cancellano letteralmente l'azzurro del cielo lasciando un'orrida coltre biancastra.



Il bario infatti è assieme all'alluminio uno dei componenti principali riscontrati nelle acque piovane dopo il passaggio degli aerei con "scie anomale" (troppo persistenti o a quota troppo bassa per essere normali scie di condensa). 

Riporto qui sotto il video (con sottotitoli in italiano) di una televisione statunitense che ammette tale correlazione tra bario e scie chimiche. La traduzione del parlato la avevamo pubblicata in un precedente articolo, ma adesso è disponibile anche questa versione, che potete anche scaricare in formato .avi (13,7 Mega). Si ringrazia andreaatparma per avere realizzato la versione sottotitolata.


A questo punto se ci rendiamo conto di quale sia realmente la causa della contaminazione da bario dovremmo anche chiederci come mai la Legambiente organizzi pubbliche conferenze per discutere della questione senza sollevare il problema delle scie, e come mai i radicali denuncino il misfatto senza denunciare il malfattore. La risposta è che i vertici di tutti i partiti, le istituzioni, le associazioni ambientaliste, le associazioni animaliste, i gestori dei maggiori siti "ecologisti" su internet sono stati messi lì apposta per fare denunce su argomenti di interesse realtivo e coprire invece le peggiori malefatte. 

Ad esempio guardate che razza di articoli sulle scie chimiche compaiono sul cosiddetto sito ambientalista promiseland, (http://www.promiseland.it/2007/01/17/il-mistero-delle-scie-nel-cielo/); scrivono scie chimiche nel titolo e poi affermano che sono tutte scie di condensa. E non è un caso che quasi tutti questi siti nicchiano a disinformano sulle scie chimiche negano anche la pericolosità dei cibi di soia non fermentati; a quanto pare c'è qualcuno che vuole indebolire la nostra salute ad ogni costo.


Se non ci credete date un'occhiata anche a come gli ex dirigenti della Legambiente abbiano fatto passare decreti salva avvelenatori, o sostenuto la scelta nucleare, come gli "animalisti" siano favorevoli al microchip e ad inutili vaccini per gli animali, come sul famoso sito ecoblog scriva anche un noto disinformatore che nega le scie chimiche (Mario Tozzi).

Articoli correlati




Effetti dello spargimento di sali di bario

Acqua all'arsenico in 128 comuni d'Italia

sabato 5 febbraio 2011

L'ALBA DEL DOMINIO ELETTROMAGNETICO - SCIE CHIMICHE - HAARP - (integrale)

Il Supertanker della Evergreen, un aereo cisterna per la manipolazione climatica e per la dispersione di prodotti chimici


La grossa compagnia aerea Evergreen oltre a gestire voli di linea, dichiara  apertamente sul suo sito che il nuovo aereo Supertanker (ovvero Supercisterna, un Boeing 747 modificato) oltre che per spegnere gli incendi è stato equipaggiato per espletare missioni di modificazione ambientale, nonché per disperdere agenti per la decontaminazione ambientale e per il contenimento delle fuoriuscite di petrolio.


In maniera per niente ambigua infatti, nel riferire i possibili usi commerciali di tale aereo vengono elencate tutte queste eventualità:

Traduciamo letteralmente alcune delle informazioni più importanti presenti in tale pagina web della evergreen:
Il Supertanker Evergreen non si limita allo spegnimento degli incendi. Esso è un aereo davvero molto funzionale con la capacità di essere configurato per diverse applicazioni con breve preavviso. Questo aereo multi-missione può compiere missioni delicate e di intervento ambientale. Le eccezionali capacità di dispersione [delle sostanze da irrorare], di tempo di sorvolo e le sue grandi dimensioni ne fanno uno strumento ideale per espletare missioni impegnative a difesa della sicurezza nazionale, capace di neutralizzare attacchi chimici su installazioni militari o su centri densamente popolati, ed aiutare a controllare grandi fuoriuscite di petrolio, disastrose per l'ambiente.
 Abbiamo quindi la conferma che aziende che lavorano nel settore aeronautico costruiscono aerei anche per la manipolazione climatica, che spendono soldi per progettare e costruire costosi aerei capaci di essere utilizzati sia per spegnere gli incendi che per diffondere sostanze chimiche nell'atmosfera, particolarmente per indurre/inibire la pioggia, per "combattere  attacchi chimici" e per "controllare fuoriuscite di petrolio". E' difficile pensare che tutto questo lavoro e questo investimento di soldi e di risorse sia stato fatto inutilmente, e quindi ci si immagina che chi ha deciso di realizzare il Supertanker abbia constatato  l'esistenza di un mercato per tale costoso velivolo.

Quanto però alle operazioni di "controllo delle fuoriuscite di petrolio" vengono in mente le criminali irrorazioni di corexit nel corso del disastro della piattaforma petrolifera nel golfo del Messico e quindi sappiamo con certezza che si tratta di un mercato, diciamo così, non molto pulito. Per quanto riguarda il "combattere gli attacchi chimici" ricordiamo come il ministero della difesa inglese, ed anche quello statunitense, abbiano giustificato il loro uso di agenti biochimici dispersi sulla popolazione ignara con la scusa dell'esperimento per verificare le possibili modalità di salvaguardia della nazione da un attacco con quel tipo di armi.

Livorno: piloti civili ubriachi o dispersione di agenti chimici tramite sorvoli ciclici?

Il sospetto che anche questa operazione di costruzione del Supertanker nasconda, dietro le motivazioni ufficiali, altre ben peggiori, legate appunto alla diffusione di agenti chimico-biologici nell'atmosfera, ovvero al programma di diffusione delle scie chimiche.

Di sicuro abbiamo una ulteriore conferma della plausibilità della modificazione climatica e del fatto che questa sia divenuta addirittura qualcosa che ha un mercato commerciale. Eppure nmolte persone negano l'esistenza delle scie chimiche adducendo a "prova" la loro asserzione che la modificazione climatica sarebbe qualcosa di irrealizzabile, di fantascientifico (vedi anche le prove portate in un precedente articolo).



Interessanti sono anche le notizie che compaiono alla pagina delle faq del Supertanker:


Quali aeroporti possono permettere l'operatività del Supertanker Evergreen?
La compagnia Evergreen può operare con tale aereo da qualsiasi aeroporto abbastanza grande da avere nella pista spazio sufficiente per caricare l'aereo. Sono quindi inclusi gli aeroporti civili, quelli ad amministrazione congiunta civile/militare e gli aeroporti militari accessibili. Generalmente la lunghezza della pista di decollo del Supertanker Evergreen deve essere di 8000 piedi [2.856 metri].
Gli aeroporti statunitensi che possono essere utilizzati come base operative il Supertanker (cliccare per vedere l'immagine ingrandita)
Il Supertanker può combattere gli incendi di notte, quando essi sono più vulnerabili?
Il Supertanker utilizza avionica avanzata e vola a quote maggiori e più sicure, che permetterà a chi deve spegnere gli incendi di combatterli di notte, quando essi sono decrescono di intensità.

Ci sono altri mercati per il Supertanker Evergreen ? Può essere operativo in ogni parte del globo?
La Evergreen sta studiando altre applicazioni per il Supertanker. Contenimento delle fuoriuscite di petrolio, decontaminazione chimica e modificazione climatica sono tutti mercati potenziali per questo aereo. Siccome l'aereo è pressurizzato, il Supertanker Evergreen ha le potenzialità di un qualsiasi Boeing 747 passeggeri per lunghe tratte. Questo permette all'aereo di essere dislocato in qualsiasi località internazionale.

fonte: http://scienzamarcia.blogspot.com

mercoledì 2 febbraio 2011

Prince parla di scie chimiche -- sub ita

Quanto inquinano gli aerei? E quanto vapore acqueo producono?


In questo articolo dimostriamo che un aereo inquina quanto centinaia di autovetture. Se quindi vi prendete la briga di contare gli aerei che passano di giorno (e anche di notte) rimarrete sconcertati: sopra la vostra testa passano circa 200 aerei al giorno  il cui passaggio equivale al traffico di almeno 2.000 autoveicoli.
Se poi vi accorgente del gran rumore che fanno molti di quegli aerei vi renderete conto che devono volare a quota abbastanza bassa, e quindi gran parte di quei veleni (compresi gli oltremodo tossici additivi al bario) potrebbe facilmente arrivare giù ed essere respirato dai vostri polmoni. Se poi vi spostate di paese in paese nella vostra regione e scoprite che anche 10, 20 o 30 km più in là la situazione è la stessa, arriverete alla conclusione che ormai non esistono e non possono esistere lembi di natura incontaminata. 
Forse nonostante questo non crederete a quella che qualcuno furbescamente definisce "teoria delle scie chimiche", però vi accorgerete che la biosfera terrestre è ormai sotto attacco, e vi chierete magari come mai le cosiddette associazioni ambientaliste non sollevino pubblicamente la questione.
Sull’inquinamento aereo potete anche leggere l’opuscolo  Low cost – quanto ci costi (visionabile/scaricabile sul sito scribd o scaricabile da mediafire)

NB: i calcoli qui sotto serviranno come riferimento per ulteriori studi sul fenomeno delle scie di condensa e delle scie chimiche.

Quanto vapore acqueo produce un aereo? E quanto inquina?
La reazione di combustione del kerosene (citiamo a conferma un sito che nega le scie chimichehttp://en.wikipedia.org/wiki/Kerosene) può essere approssimata come segue,
C12H26 + 37/2 O2 → 12 CO2 + 13 H2O
In tale reazione si parte dalla formula molecolare C12H26 per il kerosene (il kerosene è una miscela di idrocarburi).
Gli atomi, sono formati da protoni e neutroni che formano il nucleo, particelle di massa quasi uguale, e da elettroni di massa praticamente trascurabile (circa 2000 volte meno massivi dei costituenti del nucleo). Per indicare le masse degli atomi si fa riferimento ad una unità detta Unità di Massa Atomica (U.m.a.) corrispondente più o meno alla massa di un protone (la definizione per l’esattezza pone l’Unità di Massa Atomica pari ad un dodicesimo della massa dell’atomo di Carbonio 12).
Di conseguenza in tale unità di misura, a meno di approssimazioni trascurabili l’idrogeno ha massa 1, l’ossigeno ha massa 16, il carbonio 12 (le trascurabili approssimazioni sono legate sia alla leggera differenza di massa tra protoni e neutroni, che alla piccola massa degli elettroni, che al difetto di massa – effetto relativistico che tiene conto della trasformazione in energia di legame atomica e molecolare di una piccola parte della massa delle particelle).
La molecola del kerosene in tale formula è formata da 12 atomi di massa atomica 12 (12*12=144) e 26 atomi di idrogeno (26*1=26). Di conseguenza il kerosene misura 144+26=170 U.m.a. La molecola di acqua ha massa 18 (16+2) e quindi a secondo membro abbiamo 13 molecole di massa 18 da cui una massa di acqua pari a 13*18=234 U-m.a. Abbiamo quindi una massa di acqua di 234 unità per ogni 170 unità di kerosene combusto, ovvero 234/170 (1,3765) unità di acqua per ogni unità di kerosene.
Un litro equivale (a meno di un trascurabilissimo errore dello 0,0027%) ad un decimetro cubo di sostanza, ed il kerosene ha una densità di 0,8 gr al cm3 (anche questo dato è desunto dalla stessa pagina di wikipedia, e dal momento che esistono differenti miscele di kerosene abbiamo per prudenza preso un valore più alto in modo da sovrastimare piuttosto che sottostimare la produzione di acqua nella reazione) ovvero 0,800 kg al dm3 e quindi 0,8 kg al litro. Per ogni litro di kerosene, ovvero per ogni 0,8 kg di esso, vengono quindi generati 0,8*234/170 = 1,1 kg di acqua sotto forma di vapore.

La quantità di kerosene consumata per ora da un jet bimotore che mantenga una velocità di crociera di circa 830 km/h (ovvero ad una quota maggiore di 8 km ove volano di regola tali aerei commerciali per consumare meno carburante) si aggira sui 3000 litri all’ora. Tale dato è desunto dal documento http://micpohling.wordpress.com/2007/05/08/math-how-much-co2-released-by-aeroplane/ (il quale a sua volta si basa su fonti reperite sul sito governativo http//www.eia.doe.gov/). Tale sito per altro è assolutamente non allineato coi nostri, dato che punta il dito sulla presunta alterazione climatica causata dalle emissioni di CO2 piuttosto che sui danni della manipolazione climatica con scie chimiche e onde elettromagnetiche (noi infatti non ci preoccuperemmo di quanto CO2 produce un velivolo ma di ben altre cose).

Se in un’ora l’aereo in questione consuma 3000 litri su un percorso di 830 km è ovvio che per calcolare il consumo di kerosene per ogni kilometro percorso bisogna effettuare una divisione: il consumo di kerosene al chilometro risulta quindi di 3000/830 ovvero 3,6 litri al chilometro. Ovviamente dato che i motori sono due ciò vuol dire 1,8 litri al km per ogni motore. Il consumo per ogni metro di percorso è ovviamente mille volte inferiore: 0,0018 litri di kerosene per metro e per ogni motore.
Come abbiamo visto all’inizio un litro di kerosene bruciato nella nostra atmosfera genera circa 1,1 kg di vapore acqueo, e quindi gli 1,8 litri di kerosene consumati dal nostro bimotore percorrendo un chilometro di tragitto generano una quantità di vapore acqueo pari al prodotto 1,1*1,8 = 1,98.
Siamo così arrivati ad un dato molto importante: un singolo motore di un tipico bimotore che vola alla velocità di 830 km/h genera circa 2 kg di vapore acqueo per ogni chilometro di tragitto ovvero 2 grammi di vapore acqueo per ogni metro. Lo stesso aereo nel suo complesso genera circa 4 kg di vapore acqueo per ogni chilometro di tragitto ovvero 4 grammi di vapore acqueo per ogni metro.
Bisogna dire che i dati reperibili e desunti da fonti ufficiali non sono del tutto concordi, sebbene le differenze non siano poi così rilevanti. Del resto anche su un sito di aereonautica, http://www.aviazionecivile.com/vb/showthread.php?t=89730&page=5 ove discutono tra di loro anche dei piloti, possiamo leggere che il consumo teorico di certi modelli è in realtà minore (di un buon 10%) di quanto spesso si afferma, perché riferito a velocità troppo alte, raramente toccate nei voli su scala nazionale, ma toccate invece su tratte più lunghe.

Un sito governativo australiano ospita un documento con dati sul consumo di carburante che per alcuni modelli sono leggermente maggiori di quelli appena visti, mentre per altri modelli sono leggermente maggiori di quelli riportati da wikipedia; il documento è: http://www.casa.gov.au/manuals/regulate/apm/256r003.pdf .
Da tali dati possiamo verificare che i modelli che consumano maggiormente sono i quadrimotori boeing 747. Facciamo quindi il calcolo della quantità di vapore prodotta da questi aerei per tenere conto del limite massimo e non rischiare così di sottostimare il fenomeno.
Dati sui consumi dei boeing quadrimotore della serie 847 li troviamo anche su wikipedia italia. In fondo alla pagina http://it.wikipedia.org/wiki/Boeing_747 possiamo leggere qual’è il massimo tragitto a pieno carico e qual’è la capienza del serbatoio. Dividendo la capacità in litri del serbatoio per il tragitto massimo in km otteniamo il consumo al chilometro dell’aereo per i suoi vari modelli. Ad esempio per un quadrimotore 747-8I dividendo i 243120 litri del serbatoio per i 14205 km di tragitto massimo si ottiene un consumo di circa 17 litri al chilometro. Ovviamente si tratta di un consumo medio che non tiene conto del fatto che i consumi sono maggiori durante la fase di decollo e di atterraggio, quando l’aereo vola più basso incontrando maggiore resistenza da parte dell’aria.
Dai dati desunti dal documento australiano appena citato si deduce che il consumo tipico di un 747 è di 15.000 litri all’ora. Se in un’ora tale aereo percorre circa 913 km (sempre alla voce http://it.wikipedia.org/wiki/Boeing_747 troviamo che la sua velocità di crociera è di 913 km/h) allora il consumo (leggermente sovrastimato per quanto detto prima) è di 15.000 litri diviso 913 km e quindi 16,4. Nel sito già citato, http://micpohling.wordpress.com troviamo poi il seguente dato riguardo ai quadrimotori della serie 747-400
* Cruising speed (velocità di crociera) = 910 km/h
* Passenger capacity (posti passeggeri) = 409 (max)
* Fuel consumption (consumo di carburante) per km = 11.875 L/km
Ma ancora una volta nell’incertezza preferiamo sovrastimare piuttosto che sottostimare e quindi utilizzeremo di seguito il dato 16,4.
A conti fatti si può affermare che i consumi varino dai 3,6 litri di kerosene al chilometro di alcuni bimotori ai 16,4 di alcuni quadrimotori. Ovviamente se dividiamo il primo dato per due otteniamo 1,8 litri al km per ogni motore mentre nel secondo caso otteniamo 4,2 litri per km.
Se un litro di kerosene genera 1,1 kg di acqua i 4,2 litri di kerosene consumati dall’aereo percorrendo un chilometro di tragitto generano una quantità di vapore acqueo pari al prodotto 1,1*4,8 = 4,62.
Siamo così arrivati ad un dato molto importante: un singolo motore di un quadrimotore ad alto consumo di carburante che vola alla velocità di 913 km/h genera circa 4,62 kg di vapore acqueo per ogni chilometro di tragitto ovvero 4,62 grammi di vapore acqueo per ogni metro.
Per quanto riguarda invece il consumo in sè, che è correlato ovviamente all’inquinamento, possiamo riassumere che si va dai 3,6 ai 16,4 litri per chilometro. Se una autovettura consuma (quando va bene) 1 litro ogni 20 km (ovvero se riesce a coprire 20 km con un litro di carburante) allora possiamo calcolare il consumo di 1/20 di litro per km, valore che ovviamente dipende anche qui moltissimo dai modelli delle auto e anche dal fatto che ci si aggiri nel traffico urbano o che si viaggi su una strada a scorrimento veloce. Potremmo affermare allora che un’autovettura consuma una quantità di carburante compresa tra 0,05 e 0,1 litri per km, e che un aereo consuma, e quindi inquina, quanto 100/200 autovetture (il valore medio di 10 litri al km degli aerei è 200 volte maggiore di 0,05 e 100 volte maggiore di 0,1).

Notate bene: la combustione della benzina, come del diesel o o del cherosene (il carburante degli aerei), ovvero di qualsiasi idrocarburo, genera CO2 (anidride carbonica) e H2O (acqua), oltre a diverse sostanze inquinanti.

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