La sola cosa necessaria affinché il male trionfi è che gli uomini buoni non facciano nullaEdmund Burke


martedì 29 novembre 2011

Misteriosa sostanza bianca appiccicosa ha ricoperto ripetutamente una città turca colpita dal cancro - le scie chimiche sono responsabili?

di Ethan A. Huff
Natural News

mysterious-white-goo(NaturalNews) I residenti di Dilovasi, un sobborgo industriale alle porte di Istanbul, in Turchia, sono in cerca di risposte su una misteriosa sostanza che, in numerose occasioni, è stata trovata a ricoprire le auto, gli alberi, il bucato, e gli orti in tutta la città. Milliyet, un giornale turco, riferisce che i funzionari del governo stanno cercando di identificare la fonte di questa poltiglia appiccicosa, che secondo quanto riferito ha fatto ammalare un certo numero di persone e rovinato i raccolti locali.

Secondo l'Hurriyet Daily News (HDN), il Consiglio di ricerca scientifica e tecnica della Turchia sta conducendo un'indagine sulla questione, ma solo dopo che i media locali hanno cominciato a segnalare che la sostanza non puo essere lavata o rimossa dai vestiti, dai raccolti, e da altri elementi contaminati.

"I miei prodotti valevano almeno 20.000 lire turche (circa 10.695 dollari), ma ora sono tutti distrutti. Cavolo, porro, e altri prodotti sono stati rovinati dalla poltiglia. Non posso venderli a nessuno. Devo buttarli via. Questa sostanza ha ricoperto anche le finestre della mia serra e blocca la luce del sole ", ha detto Alaattin Illik, un residente e proprietario di una serra a Dilovasi.

Secondo il Digital Journal, i funzionari locali di Dilovasi, che è una zona industriale pesante, con circa 200 impianti industriali in tutto il territorio, sono stati accusati di nascondere la gravità dell'inquinamento tossico nella zona. Questo fatto è reso evidente dal tasso di tumori nella zona più alto del solito,  circa 30 volte superiore rispetto alla media nazionale.

lunedì 28 novembre 2011

Firenze giornata chimica!!

Giornata di intense irrorazioni, come si vede dal satellite interessato tutto il nord italia, ma anche sull'inghilterra non hanno scherzato, verso le 12 le "sottili velature" coprivano tutto il cielo, UNA SCHIFEZZA!







domenica 27 novembre 2011

HAARP L’ULTIMO GRANDE PROGETTO DI TESLA?



il 15 gennaio 2003, il sito della «Prava» ha ospitato un inquietante articolo, scritto dal deputato ucraino Yuri Solomatin, in cui si esprime preoccupazione per gli esperimenti condotti dagli americani in Alaska, dove dal 1994 si sta portando avanti il programma HAARP, High Frequency Active Auroral Research Program, cioè «programma di ricerca attiva aurorale con alta frequenza». In pratica, una selva di enormi antenne eretta nel bel mezzo della foresta boreale nordamericana. Solomatin ha voluto richiamare l’attenzione dell’Ucraina su un problema già sollevato dai Russi. Quelle antenne sono forse il prototipo di un’arma «geofisica» americana, capace di condizionare il clima di continenti alterando con microonde la temperatura o l’umidità?
Il sito ufficiale www.haarp.alaska.edu ci presenta un’innocente stazione scientifica dove gli scienziati sondano via radio quelle regioni dell’alta atmosfera preannuncianti lo spazio esterno, cioè la ionosfera e la magnetosfera. Anche altre nazioni studiano la ionosfera, come la stessa Russia o i Paesi europei (più il Giappone) del consorzio EISCAT, anche se le loro apparecchiature, sono dei radar «incoerenti». Ma veniamo ai dettagli.

mercoledì 23 novembre 2011

La fabbrica delle nuvole

Nel 1981, in tempi non sospetti, quando ancora Eduard Teller [1] non aveva proposto a Ronald Reagan di dare avvio ad un progetto di manipolazione del clima mondiale, partecipai ad un concorso fotografico inviando la foto di una centrale nucleare tedesca, che emetteva nell’atmosfera grandi quantità di vapor acqueo. Era la prima volta che vedevo un simile mostro e pensai che “La fabbrica delle nuvole” fosse un titolo appropriato e poetico. Trent’anni dopo, mi sono accorto che le emissioni di gas antropici nell’aria, oltre a far cambiare colore alla falena Biston betularia in Inghilterra [2] o a far morire le conifere in Germania [3], sta uccidendo la gente. Se prima erano solo i pesci nei laghi resi sterili dagli acidi di ricaduta, o gli abeti della Foresta Nera, oggi le vittime hanno nomi e cognomi e muoiono annegate nel fango in Giappone, in Thailandia (più di 500 morti), nel resto dell’Indocina, negli USA e pure in Europa.
Limitandoci alle vittime di casa nostra e solo per le ultime settimane, un macabro e provvisorio elenco riporta:
- dodici morti nel levante ligure e in Lunigiana [4];
- sei a Genova città [5];
- uno a Roma [6];
- due in Calabria [7];
- tre a Messina [8].

domenica 20 novembre 2011

HAARP e il campo aurico della terra (Prima Parte)

tratto dall'ottimo blog: http://ningizhzidda.blogspot.com/


Approfondendo le forze di controllo che lavorano per modificare le frequenze della Terra e quello che potrebbe significare le loro attività su scala personale, planetaria e galattica. Possiamo ipotizzare che esperimenti simili a quelli che portarono alla morte di Atlantide vengono eseguiti ora, in un complesso di laboratori militari che opera nelle terre coperte di neve dell'Alaska – sede del Progetto HAARP. Le aree test della stazione sperimentale HAARP ospita un elaborato labirinto di antenne, progettate per trasmettere livelli inimmaginabili di onde radio ad alta frequenza nella ionosfera del corpo eterico della Terra – riscaldando artificialmente la parte superiore dell'atmosfera – per motivi che, nel migliore dei casi, a noi tutti sembreranno fantascienza.

Quale possibile spiegazione razionale si potrebbe trovare all'interferenza
nei campi energetici naturali della Terra…in particolare in un momento in cui l'atmosfera più bassa – lo strato di ozono – ha già raggiunto il "punto di rottura"? Eppure, questo è ben lungi dalla finzione. Questa è realtà proprio nell'adesso delle nostre vite fisiche. È l'Atlantide Oscura che risorge.

venerdì 18 novembre 2011

Morgellons e terraforming (articolo di Kandy Griffin)

L’articolo di Kandy Griffin, del “Morgellons research group”, non contiene particolari novità sulla gravissima affezione. Tuttavia è importante, poiché il testo inquadra la malattia nel giusto contesto: le scie chimiche sono finalizzate, in ultima istanza, insieme con altri diabolici mezzi, alla modificazione genetica degli esseri viventi in sintonia con i folli progetti del Transumanesimo. La meta finale è la degenerazione dell’essere umano trasformato in uno schiavo radiocomandato, in un docile robot bio-sintetico.

Falliranno miseramente nel loro intento.


giovedì 17 novembre 2011

Terraforming per nuove specie, dietro le scie chimiche?


TerraformingMilioni di anni fa, quando la nostra Terra era ancora molto calda ed aveva una atmosfera anaerobica ed un'aria senza ossigeno, la vita era probabilmente basata sui solfati, al posto dell'ossigeno come è oggi per le nostre piante ed organismi aerobici.
Poi apparvero le alghe blu-verdi e lentamente convertirono la nostra atmosfera in una di tipo aerobico, usando soprattutto l'ossigeno per i suoi processi metabolici (si vedano i riferimenti nel seguito).
Abbiamo sentito molta speculazione scientifica, su come la scienza un giorno potrà "terraformare" pianeti come Marte e Venere, ovvero renderli adatti alla vita umana come la conosciamo ora.
Questi processi postulati includono "inseminare" nelle loro atrmosfere planetarie, spruzzando degli aerosol che contengono batteri, aghe, varie sostanze chimiche, tra le altre sostanze, tutte intese ad alterare le loro chimiche cosicché le condizioni della terra usurpino lentamente ma inesorabilmente il processo naturale che è proprio in quei luoghi da milioni di anni.

sabato 12 novembre 2011

Il fisico Corrado Penna parla di scie chimiche




tratto : scienzamarcia
fonte: youtube

nota. il video in origine era in 2 parti modificato in 3 parti per problemi di caricamento sul tubo del piffero.

lunedì 7 novembre 2011

Scie Chimiche: lo stato delle cose

















Autore: Massimo Mazzucco

fonte: luogocomune.net


Negli ultimi anni avevo abbandonato la ricerca sulle scie chimiche, un pò perchè impegnato nella realizzazione dei vari documentari (cancro, marijuana, ecc..), un pò perchè avevo la sensazione che il muro di gomma contro cui ci si andava a scontrare, per cercare di capire il fenomeno delle scie chimiche, fosse comunque imperforabile.

In altre parole mi ero detto: le scie chimiche ci sono, probabilmente ci buttano dentro di tutto, ma nessuno ci dirà mai con chiarezza a cosa servono.

Negli ultimi giorni però, coinvolto anche da Gramiccioli che continuava a stuzzicarmi [1], sono tornato a fare ricerca sull’argomento: ho fatto una specie di “total immersion”, necessariamente breve e incompleta, ma comunque già sconvolgente: mentre posso confermare la assoluta impenetrabilità del muro di gomma di cui parlavo, mi sembra di capire che ormai la faccenda della cosiddetta “modificazione climatica”, con tutti gli annessi e connessi, sia diventata lo scacchiere su cui si gioca la vera partita del potere a livello globale.

Roba da far rimpiangere l’antica “paura atomica” della Guerra Fredda, tanto per capirci.

Filmato sulle scie chimiche da diffondere

Aderisco all'invito del blog scienzamarcia, un filmato in 3 parti sulle scie chimiche.

Dal blog "scienzamarcia"

In vista di numerosi convegni che si stanno realizzando in questi giorni ho realizzato due filmati che contengono in sequenza alcune delle migliori prove disponibili sull'esistenza e la pericolosità delle scie chimiche. Si tratta di documenti in parte inediti, che contengono anche alcuni brevi spezzoni sottotitolati in italiano del documentario Bye bye blue sky.

Per scaricare i 3 filmati direttamente dal mio canale su youtube oppure dal blog scienzamarcia in diversi formati e definizione, forza facciamoli girare.



domenica 6 novembre 2011

PROGETTO PIOGGIA


Ho deciso di rispolverare questi vecchi articoli che ho letto molti anni addietro ma ancora purtroppo attuali, anzi decisivi per risalire agli eventuali responsabili del progetto che utilizza SCIE CHIMICHE per vari scopi tra cui probabilmente il controllo climatico, inoltre lo faccio per terminare, l’inutile diatriba sul fatto che esista o meno un progetto che veda come protagonista, l'irrorazione di SCIE CHIMICHE e composti organici vari per motivazioni ancora da scoprire..

sabato 5 novembre 2011

giovedì 3 novembre 2011

Geoingegneria: giocare ad essere Dio

Fonte: http://www.tlaxcala-int.org
Originale: Geoingeniería: Jugar a ser Dios
Mariló Hidalgo Tradotto da  Alba Canelli Editato da  Aurora SantiniCurzio Bettio
Piogge anticipate, controllo degli uragani, neve per mitigare la siccità, riduzione della dimensione della grandine, tutto questo è tecnicamente possibile, grazie alla geoingegneria. Intervento tecnologico e scientifico su scala globale per cercare di contrastare gli effetti del cambiamento climatico. Un gioco pericoloso con conseguenze imprevedibili.
Primavera tutto l’anno
In un primo momento un gruppo di scienziati autorevoli, sostenuti dagli Stati Uniti, nega categoricamente gli effetti del cambiamento climatico. In seguito non solo lo accetta, ma propone misure tecnologiche per salvare il pianeta dalla crisi climatica. Lo stesso percorso seguono la maggior parte degli stati del nord del pianeta, responsabili della maggior parte delle emissioni di CO2. Il settore privato, in cui rientrano le multinazionali chimiche, silvicole, petrolifere e agro-alimentari, lo stesso che aveva contribuito e beneficiato di questo caos, dà il benvenuto a questa specie di piano B provvidenziale che pretende di   ignorare il cambiamento climatico.
Che cosa provoca questo cambio di opinione? Ammettere fin dall’inizio i fatti avrebbe significato riconoscere il fallimento del modello economico attuale, cosa che non interessa in alcun modo, perché continua a produrre benefici. D’altra parte, parlare di un cambiamento di paradigma sarebbe una misura molto impopolare tra la popolazione. Soluzione? Lasciare le cose come stanno e cercare altre “vie d’uscita” per mitigare gli effetti di questo ormai inarrestabile cambiamento climatico. Qualcosa che consenta di proseguire con le emissioni di CO2, il livello attuale di produzione e ovviamente di consumo e che garantisca la continuità del sistema attuale.
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