giovedì 25 agosto 2016
sabato 20 agosto 2016
BILL GATES, GLI SCIENZIATI DEL CLIMA E LA GEO-INGEGNERIA
DI JOHN VIDAL
guardian.co.uk
Altre personalità facoltose hanno finanziato una serie di ricerche per il futuro uso di tecnologie di geo-ingegneria per il clima.
Un piccolo gruppo di importantissimi scienziati del clima, finanziariamente supportati da miliardari, compreso Bill Gates, stanno facendo pressioni su governi e istituzioni internazionali perché sostengano esperimenti volti a manipolare il clima su scala globale per evitare un catastrofico cambiamento climatico.
Gli scienziati che supportano i metodi di geo-ingegneria come la nebulizzazione di tonnellate di particelle riflettenti di biossido di zolfo 30 miglia al di sopra della terra, sostengono che un “piano B” per il cambiamento climatico sarà necessario se le Nazioni Unite e i politici non troveranno un accordo riguardo all’impellenza di ridurre i gas effetto serra, e chiedere al governo statunitense e ad altri di finanziare un importante programma di ricerca internazionale.
Le tecniche di geo-ingegneria solare sono altamente controverse: mentre alcuni climatologi ritengono che potrebbero rivelarsi un modo veloce e relativamente poco costoso per rallentare il riscaldamento globale, altri temono che una volta rilasciate sostanze nell’atmosfera, possano alterare irrevocabilmente i regimi delle precipitazioni e interferire con il clima della terra.
sabato 2 luglio 2016
Il Jet Stream attraversa l’Equatore: evento mai accaduto prima! (Forse…)

Gli scienziati del clima sono sconvolti da un evento che, almeno da quando si studiano le mappe satellitari ed i dati in quota non era mai accaduto: la Corrente a Getto dell’Emisfero Settentrionale, ha attraversato l’Equatore raggiungendo la Corrente a Getto dell’Emisfero Meridionale, fatto sconvolgente, per gli addetti ai lavori, in quanto l’aria dell’Emisfero Boreale “non può”, in seguito alla circolazione della cellula di Hadley, raggiungere l’Emisfero Australe.
Come visibile dalla mappa in allegato, infatti, lungo l’Equatore esiste una fascia di convergenza di venti settentrionali e meridionali che risalgono verticalmente portando poi l’aria calda ed umida verso nord, attraverso una serie di “cellule” di trasporto dell’aria che servono, sostanzialmente, a riequilibrare le temperature della Terra.
Il Sole infatti scalda molto l’Equatore, e non riscalda i Poli, quindi, se non ci fosse questo tipo di circolazione e di trasporto di calore da nord a sud e viceversa, l’Equatore avrebbe temperature superiori ai 100°, mentre i Poli si raffredderebbero sempre di più.
Ma qualcosa di sconvolgente è accaduto lo scorso martedì, quando la Corrente a Getto tropicale del Pacifico del nord si è diretta verso sud, andando ad unirsi alla Corrente a Getto dell’Emisfero Australe.
In questo modo la circolazione della Cellula di Hadley è andata distrutta, e ci si chiede quale sia la causa di questo evento!
Ma qualcosa di sconvolgente è accaduto lo scorso martedì, quando la Corrente a Getto tropicale del Pacifico del nord si è diretta verso sud, andando ad unirsi alla Corrente a Getto dell’Emisfero Australe.
In questo modo la circolazione della Cellula di Hadley è andata distrutta, e ci si chiede quale sia la causa di questo evento!
sabato 28 maggio 2016
Traccianti chimici nel cielo

Lo stronzio (Sr) è elemento chimico dal reticolo cristallino cubico a facce centrate. E’ piuttosto scarso nella crosta terrestre (0,04 per cento circa), ma quasi sempre presente nei minerali di calcio. Lo stronzio si presenta come un metallo bianco argenteo, molle, che si ossida rapidamente all’aria e che reagisce violentemente con l’acqua sviluppando idrogeno.
Le sue proprietà fisiche e chimiche sono quelle di
un metallo alcalino-terroso, intermedie tra quelle del calcio e quelle
del bario. E’ energico riducente, ossia nelle reazioni chimiche,
acquista elettroni. [1] Per la sua grande analogia con il calcio (i
raggi degli ioni positivi Ca e Sr differiscono di pochissimo) lo
stronzio può sostituirlo nelle parti scheletriche degli animali.
Esistono organismi che lo fissano selettivamente, come alcuni protozoi
radiolari.
sabato 21 maggio 2016
venerdì 13 maggio 2016
Io… non voglio vedere!
Io… non voglio vedere!
di Corrado Penna
Il fisico Corrado Penna analizza le varie reazioni dei cittadini di fronte all’agghiacciante realtà delle scie chimiche, che si rivelano, in questo modo, un formidabile strumento di indagine psicologica e sociologica.
Le disquisizioni sui parametri
fisici necessari alla creazione di una scia di condensa, di fronte allo scempio
quotidiano dei nostri cieli, ormai non hanno quasi nemmeno più senso.
Forse possono essere utili per chi vive in quelle regioni o in quei paesi in
cui l’irrorazione è ancora a bassi livelli, ma adesso qui in Italia (almeno al
Centro, al Nord e in Sardegna) la situazione è realmente degenerata, con giorni
sempre più frequenti di copertura/schermatura totale del cielo, per opera di
scie che fuoriescono dagli aerei.
Le scie chimiche non sono più un fenomeno al quale si può credere o non credere, ma del quale ci si può avvedere o non avvedere: la distinzione ormai passa solo tra chi le ‘vuole vedere’ e chi ‘non le vuole vedere’, tra chi osserva con costanza il cielo e chi al cielo volge sguardi distratti ed infrequenti.
Se anche qualcuno pensasse che si
tratti di normali voli civili, dovrebbe quanto meno insorgere indignato contro
il traffico aereo e chiederne una sospensione o un ridimensionamento, visto che
non arriva più il sole alle coltivazioni di cui ci
dovremmo nutrire. E invece niente: chi non osa parlare di scie chimiche non si
indigna nemmeno di fronte ad uno dei furti più orribili che vengono perpetrati
all’umanità ed alla biosfera tutta: quello della benefica luce solare.
giovedì 25 febbraio 2016
Iperdroni, Killer Robot e Super-Umani per le guerre globali del XXI secolo
Di Antonio Mazzeo
“Il
campo di battaglia del futuro sarà popolato da un numero inferiore di
esseri umani. Quelli sul campo di battaglia, però, avranno capacità
fisiche e mentali superiori: avranno una migliore percezione
dell’ambiente e saranno più forti, intelligenti e potenti.
Combatteranno
fianco a fianco ai Killer Cacciatori Automatizzati di vario genere”.
Così scrivono il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e l’US Army
Research Lab, il laboratorio di ricerca scientifica dell’esercito Usa,
nel report Visualizing the Tactical Ground Battlefield in the Year 2050 (pubblicato
il 25 luglio 2015) che prefigura le modalità di conduzione della guerra
terrestre entro la metà del XXI secolo. Battaglie che saranno
combattute da robot assassini e Super-Umani, “macchine da guerra
spaventose ed inarrestabili, corazzate e dotate di armi laser…”.
Mostruosi non esseri viventi (o quasi) capaci però di distruggere ogni essere vivente, armati di leeches (letteralmente sanguisughe), “velivoli senza pilota che saranno lanciati dall’operatore verso una fonte di energia…”.
domenica 31 gennaio 2016
“La distruzione deliberata dei Pianeti e delle biosfere”

L’umanità deve porre fine alla guerra, o la guerra porrà fine all’umanità.
(John Fitzgerald Kennedy, Discorso all’ONU, 1961)
(John Fitzgerald Kennedy, Discorso all’ONU, 1961)
Traduzione di Marina Mazzoli per Nogoeingegneria
Pubblicazione disponibile nel “Journal of the British Interplanetary Society”
LONDRA – 6 novembre 2015
– Il documento dal titolo “La distruzione deliberata dei Pianeti e
delle biosfere”, prende in esame, da un punto di vista teorico, come
possa venire effettuata una vera guerra spaziale in futuro, o tra le
altre civiltà galattiche, se esistono.
Il
documento considera come le armi spaziali potrebbero essere utilizzate
per distruggere interi pianeti – senza infrangere le leggi della fisica.
Invece di fare esplodere pianeti tramite raggi laser inviati dalle
stazioni spaziali, lo studio prende in considerazione di
alterare la temperatura di un pianeta, fino a quando i suoi oceani
arrivano a congelare o bollire. Una strategia alternativa è quella di guidare grandi asteroidi su una rotta di collisione con un mondo estraneo, di provocare una collisione devastante simile a quella che ha portato all’estinzione dei dinosauri.
Per gli alieni non soddisfatti nel provocare una semplice estinzione di massa, il documento illustra anche come possono essere modificate le orbite dei pianeti per farli collidere l’uno con l’altro – o addirittura essere lanciati in una stella, per essere completamente distrutti.
sabato 5 dicembre 2015
LA NATO E LA GUERRA AMBIENTALE

Articolo di NOGEOINGEGNERIA
“La
‘guerra climatica’ minaccia il futuro dell’umanità, ma è stata
casualmente esclusa dalle relazioni per le quali l’IPCC ha ricevuto nel
2007 il Premio Nobel per la pace”. Michael Chossudovsky
Scrive Chossudowsky: “L’opinione
generale di base è che le emissioni di gas serra costituiscono l’unica
causa dell’instabilità climatica. Nessun governo o gruppo di azione
ambientalista ha sollevato il problema della “guerra ambientale” o delle
“tecniche di modificazione ambientale (ENMOD)” a scopi militari.
Malgrado una vastità di conoscenze scientifiche, il problema delle
manipolazioni del clima per scopi militari è stato escluso dall’agenda
delle Nazioni Unite sulle variazioni climatiche”.
John
von Neumann, al culmine della Guerra Fredda (1955), sottolineava con
tremenda preveggenza che: “Interventi in materia atmosferica e
climatica… si apriranno ai nostri occhi con una dimensione difficile da
immaginare al presente… Questo amalgamerà gli interessi di ogni nazione
con quelli di tutte le altre, in modo totale, più di quello che la
minaccia nucleare o una qualche altra guerra abbiano fatto fino ad ora”
(Citazione da Spencer Weart, Guerra ambientale: schemi di modificazioni
climatiche, Global Research, 5 dicembre 2009).
Nel
1977 una Convenzione internazionale, ratificata dall’Assemblea Generale
dell’ONU, metteva al bando “l’uso militare, o di altra ostile natura,
di tecniche di modificazioni ambientali con effetti a larga diffusione,
di lunga durata o di violenta intensità” (AP, 18 maggio 1977). Sia Stati
Uniti d’America che Unione Sovietica l’hanno firmata.
mercoledì 18 novembre 2015
HAARP potrebbe mandare in cortocircuito la terra?

“L’allarme lo lancia un gruppo di ricercatori dell’Università di Bristol, secondo cui un evento apocalittico di questa natura ha buone probabilità di scatenarsi con conseguenze serissime per tutto il sistema di comunicazione e le infrastrutture del nostro pianeta”. Ma non parlano di HAARP, parlano DEL SOLE. “Una super tempesta solare di grandi proporzioni produrrebbe una quantità di energia pari a quella scatenata da 10 miliardi di bombe nucleari come quella di Hiroshima che esplodono allo stesso tempo (1). In concomitanza diffonde una notizia la NASA che aiuta a far sogni sereni: “Una tempesta solare ha reso Marte un deserto. Le analisi dei dati della sonda Mavel, in orbita da settembre 2014, hanno rivelato cosa ha distrutto l’atmosfera del Pianeta Rosso. Milioni di anni fa c’erano fiumi e oceani e tutte le condizioni necessarie per la vita.” (2)
In
prossimità del ‘grande’ evento a Parigi, piuttosto che ipotizzare un
disastro globale causato dall’attività solare, proponiamo di inserire
tra i temi di COP21 la minaccia seria di
HAARP – ARMA DI DISTRUZIONE DI MASSA…
di Dane Wigington
Traduzione a cura di NoGeoingegneria
HAARP è un acronimo che molte persone conoscono, si tratta di un impianto di “riscaldamento della ionosfera” situato in Alaska. I media tradizionali e il complesso militare industriale ha cercato di convincere il pubblico che HAARP stava per essere completamente smantellato entro l’estate del 2014, ma è stato così? No, e ora pare che HAARP sia finanziato fino al 2015, le bugie non finiscono mai quando è coinvolto il governo (USA).
Quello che molti non sanno è che l’impianto HAARP in Alaska è solo uno dei tanti importanti riscaldatori della ionosfera presenti in tutto il mondo. Questa
rete globale di incredibili e potenti riscaldatori della ionosfera sta
devastando il sistema climatico e la biosfera nel suo insieme.
Più gli attivisti saranno istruiti su quello che sono i riscaldatori
della ionosfera e su ciò che questi possono fare, più efficace sarà la
battaglia nel rendere le persone consapevoli delle serie questioni
riguardo all’ingegneria climatica. La spiegazione sintetica di HAARP sotto è una lettura molto importante.
(fonte: geoengineeringwatch.org)
lunedì 2 novembre 2015
LO SMART DUST E IL CONTROLLO GLOBALE

Nel suo articolo ‘Ecco la polvere che spia’ pubblicato sul quotidiano La Repubblica il 31 ottobre 2002,
Federico Rampini descrisse la polvere intelligente o “smart dust”, un
pulviscolo composto di miriadi di microchip. Lo smart dust o “polvere
intelligente” è stato definito dal Pentagono “Ia tecnologia
strategica dei prossimi anni”. Un giorno cambierà la nostra vita… Il
pulviscolo intelligente è fatto di miriadi di computer microscopici.
Ognuno misura meno di un millimetro cubo ma incorpora sensori
elettronici, capacità di comunicare via onde radio, software e batterie.
Dietro la polvere intelligente c’è uno dei più potenti motori del progresso tecnologico americano, la Defense Aduanced Research Projects Agency (Darpa).
Dove stanno le ricerche? Siamo già impolverati?
POLVERE INTELLIGENTE PUÒ DIVENTARE L’INNOVAZIONE PINNACLE
DELL’ INTERNET DELLE COSE
Scritto da Dan Rowinski (Agosto 2015)
Una
nuvola di nano-particelle analizza un campo. Piccoli sensori raccolgono
i dati sulle variabili nella corrente d’aria, umidità e temperatura.
L’equilibrio del ph delle acque e del suolo viene costantemente
monitorato e il tasso di crescita, la salute e la sostenibilità della
coltura è valutata continuamente. La polvere di nano-particelle – alcuni
potrebbero chiamarla polvere intelligente – è in grado di rilevare gli
intrusi nel campo, sia che si tratti di una malattia che infetta il
raccolto, di piccoli animali o di esseri umani, e di inviare un’altra
nube di polvere per combattere la minaccia.
domenica 1 novembre 2015
Nanotubi di carbonio trovati nelle vie aeree di bambini abitanti a Parigi
Una
recente indagine medica ha potuto appurare che nei bronchi e negli
alveoli polmonari di bambini residenti a Parigi, sono presenti nanotubi di carbonio. La causa principale di questa condizione epidemiologica, secondo gli autori della ricerca, non è chiara,
ma è ormai assodato che la comparsa dei nanotubi di carbonio non è un
prodigio del mago Zurlì, essa si deve alla geoingegneria clandestina.
Le chemtrails, come ha dimostrato tra gli altri il geofisico
statunitense Michael J. Herndon, sono proprio collegate alla dispersione
delle nanostrutture in oggetto. La ricerca conferma pure alcune nostre
precedenti acquisizioni. E’ palese il collegamento tra inquinamento da
aerosol chimico e patologie come l’asma, la mortale bronchiolite
costrittiva e la polmonite atipica, affezioni la cui eziologia non è da
ricondurre ad infezioni batteriche o virali, ma all’inalazione di
pernicioso particolato fine ed ultrafine.

Particolato fine è stato reperito nei bronchi e negli alveoli di bambini asmatici. Nanotubi di carbonio di origine antropica sono stati trovati in tutti i campioni ad indicare altresì che gli esseri umani abitualmente respirano queste nanostrutture. […]
domenica 25 ottobre 2015
giovedì 22 ottobre 2015
=== Tanker Enemy ====✈: Watergate
=== Tanker Enemy ====✈: Watergate: Innumerevoli volte abbiamo osservato aerei commerciali sorvolare a bassa quota insediamenti densamente abitati e scaricare , con estrema p...
venerdì 18 settembre 2015
SRM, SCUDO SOLARE CHIMICO: L’ALIBI PER LA GUERRA CLIMATICA

«Se
partiamo dal presupposto che nel 2025 la nostra strategia di sicurezza
nazionale includerà la modificazione del clima, il suo uso nella nostra
strategia militare nazionale sarà la naturale conseguenza». Modificare
il clima: era l’orizzonte a cui già nel lontano 1996 puntava la Air
University, una dépendance dell’aviazione Usa con sede nella base aerea di Maxwell, in Alabama.
A quanto pare, avvertono Giulietto Chiesa e Paolo De Santis citando
fonti delle Nazioni Unite, la “conquista” del clima è già cominciata:
per l’Ipcc, il panel scientifico dell’Onu sul clima, la creazione di uno
“scudo termico” per proteggere la Terra dall’irraggiamento del sole
sarebbe l’unica possibilità di scongiurare la catastrofe del
surriscaldamento globale. Lavori già in corso da tempo? «Nessuno di noi
ne deve sapere nulla, perché evidentemente la missione è stata
interamente delegata ai militari». E mentre i “debunker” tentano di
ridicolizzare chi parla di “scie chimiche”, il Palazzo di Vetro squarcia
un velo sulle nuove frontiere della geo-ingegneria. E ammette: nessuno è
in grado di valutarne gli “effetti collaterali” sul pianeta.
domenica 16 agosto 2015
Scie chimiche, ora è ufficiale: USA confermano utilizzo di sostanze per irrorare i cieli - video
della Casa Bianca su Scienze e Tecnologia
Quando si parla di scie chimiche bisogna prestare molta attenzione a non cadere nella trappola del
complottismo fine a se stesso. Ecco perché la conferma dell’esistenza di un piano per la manipolazione
del clima, da parte di un membro della Casa Bianca, è la prova provata che le scie chimiche esistono e
sono proprio sopra i nostri occhi. Guarda il video.
John Paul Holdren è il senior advisor del Presidente Barack Obama per quanto riguarda le scienze e la tecnologia: Holdren è infatti il Direttore dell’Ufficio Politico della Casa Bianca su Scienze e Tecnologia. Parliamo quindi di un membro di primo piano dell’amministrazione statunitense, di un professionista stimato la cui esperienza è riconosciuta in tutto il mondo.
Holdren ha confermato, in diverse interviste pubbliche (guarda i due video in fondo all’articolo), l’utilizzo di sostanze chimiche come il sale di Bario, l’ossido di alluminio, il Torio, il Quarzo, il Potassio e il Magnesio per l’irrorazione dei cieli a favore della geoingegneria e la manipolazione del clima.
lunedì 3 agosto 2015
Il controllo dei fulmini con il laser (ARTICOLO 1997)

Fonte: www.nogeoingegneria.com
Un
giorno si potranno evitare i danni prodotti dalle scariche elettriche
associate ai temporali deviandone il percorso con speciali laser
di Jean-Claude Diels, Ralph Bernstein, Karl E. Stahlkopf e Xin Miao Zhao
ESTRATTO
A
partire dalla fine degli anni settanta, ricercatori della State
University of New York ad Albany stabilirono una piccola rete di antenne
direzionali con lo scopo di localizzare scariche elettriche da nube a
suolo in un’area limitata dello Stato di New York. Per tutti gli anni
ottanta questa rete di rivelatori specializzati è stata a poco a poco
ampliata includendo altri Stati, e dal 1991 (anno in cui è iniziato il
funzionamento commerciale) è in grado di individuare la comparsa di
fulmini in ogni zona degli Stati Uniti.
Denominata National Lightning Detection Network, questa vasta rete consiste di circa 100 stazioni che tengono sotto controllo i fulmini individuando il momento esatto e la direzione degli impulsi di energia elettromagnetica prodotti da queste scariche. Le stazioni trasmettono i loro dati, tramite satelliti per telecomunicazioni, a un centro di controllo situato a Tucson, in Arizona, dove un calcolatore elabora le informazioni e diffonde continuamente rapporti sull’attività dei fulmini. Questo servizio è sfruttato da centinaia di utenti, fra cui diverse società di produzione di energia elettrica, linee aeree e persino lo US Strategie Air Command. Le compagnie produttrici di elettricità, per esempio, sono riuscite a risparmiare oltre mezzo milione di dollari all’anno utilizzando queste informazioni per inviare rapidamente gli addetti alle riparazioni in siti che potrebbero essere colpiti a breve scadenza o dove un fulmine ha appena danneggiato la linea. Ma i responsabili di installazioni particolarmente esposte a rischi – fra cui le centrali nucleari e le stazioni di distribuzione di energia elettrica – vorrebbero disporre di metodi ancora più avanzati per ridurre la minaccia dei fulmini.
Denominata National Lightning Detection Network, questa vasta rete consiste di circa 100 stazioni che tengono sotto controllo i fulmini individuando il momento esatto e la direzione degli impulsi di energia elettromagnetica prodotti da queste scariche. Le stazioni trasmettono i loro dati, tramite satelliti per telecomunicazioni, a un centro di controllo situato a Tucson, in Arizona, dove un calcolatore elabora le informazioni e diffonde continuamente rapporti sull’attività dei fulmini. Questo servizio è sfruttato da centinaia di utenti, fra cui diverse società di produzione di energia elettrica, linee aeree e persino lo US Strategie Air Command. Le compagnie produttrici di elettricità, per esempio, sono riuscite a risparmiare oltre mezzo milione di dollari all’anno utilizzando queste informazioni per inviare rapidamente gli addetti alle riparazioni in siti che potrebbero essere colpiti a breve scadenza o dove un fulmine ha appena danneggiato la linea. Ma i responsabili di installazioni particolarmente esposte a rischi – fra cui le centrali nucleari e le stazioni di distribuzione di energia elettrica – vorrebbero disporre di metodi ancora più avanzati per ridurre la minaccia dei fulmini.
domenica 19 luglio 2015
Su La Testa!: CALDO INNATURALE? CLIMA ARTIFICIALE
![]() |
| Venezia: scie chimiche NATO |
di Gianni Lannes
telecomando bellico, vale a dire un riscaldatore ionosferico. Fantascienza?
Macché: è una macchina brevettata negli Stati Uniti d’America, ormai da anni.
Il termometro è sempre più incandescente?
Su La Testa!: CALDO INNATURALE? CLIMA ARTIFICIALE
venerdì 26 giugno 2015
Avvelenamento da alluminio dell’umanità e del biota della Terra

Articolo di NoGeoingegneria
L‘autore del comunicato stampa qui presentato, J. Marvin Herndon, ha da offrire una ipotesi molto inquietante. Lo scienziato rinomato suppone che siano ceneri
volanti (scorie lowcost catturate da ciminiere), irrorate a tonnellate
nella troposfera, ad offuscare i cieli in tutto il mondo e a creare malattia e morte. Un quadro agghiacciante.
If natural volcanic ash were used for geoengineering, which is not the case, it would not be without health risks…..There
is, however, a readily available, almost unlimited amount of an
extremely low-cost waste product with proper grain size for aerosol
dispersing, one that requires extra processing – coal fly ash, which
makes up the second largest industrial waste stream of the US economy.
Although details of the government’s massive tropospheric geoengineering
activities are secret, and even unacknowledged to date, as described
below, there is reason to believe that coal fly ash is the principal
ingredient used for geoengineering.
Sarà pubblicato a breve la traduzione del DOCUMENTO
Hernden affronta con grande coraggio
la questione della “geoingegneria in atto”, mentre la stragrande
maggioranza della comunità scientifica del clima e dell’atmosfera
continua a negare, ridicolizzare o ignorare questa realtà.
COMUNICATO STAMPA
SAN DIEGO, 23 giugno 2015 – Il geoscienziato di San Diego, J. Marvin Herndon, rivela in un articolo scientifico su Current Science (Indian Academy of Sciences):
“A
livello globale, negli ultimi dieci anni o più, con un drammatico
aumento dell’intensità, il nostro pianeta è stato deliberatamente e
clandestinamente esposto ad una sostanza non naturale, il rilascio di
alluminio tossico dissolto nell’ambiente (…) non c’è stata
alcuna ammissione pubblica, nessuna comprensione, nessuna indagine
accademica, nessun consenso informato e nessuna divulgazione in merito
alla natura delle sostanze tossiche disperse nell’aria.” Osservazioni
descritte con le immagini: “Dalla primavera del 2014 ho osservato
l’evento ormai comune delle tracce tossiche di geoingegneria nella bassa
atmosfera (troposfera), che si mescolano con l’aria che
respiriamo e con frequenza in aumento.Dal novembre 2014, le irrorazioni
da aerei cisterna sono diventate un evento quotidiano, talvolta al
punto di causare un cielo, altrimenti azzurro, completamente coperto
con nuvole artificiali. Sorprendentemente, il sindaco e capo della
polizia di San Diego non ha emesso nessun avviso per la salute, nemmeno
per i membri più a rischio della comunità: bambini, donne in
gravidanza, anziani e quelli con un sistema immunitario e respiratorio
compromesso”.

Blue Sky Overcast with Toxic Spray
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