La sola cosa necessaria affinche' il male trionfi e' che gli uomini buoni non facciano nulla – Edmund Burke


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sabato 26 luglio 2014

La Sicilia rischia di diventare un gigantesco forno a microonde

Il raggio di azione del M.U.O.S. di Niscemi (Cl) (da arenapacedisarmo.org)

“Il Muos si snoda con un raggio di 170 Km. per tutta la Sicilia: non è solo un problema di Niscemi.” Così esordisce all’inizio della nostra chiacchierata Guglielmo Panebianco attivista niscemese “No Muos” autore del documentario “MUOSTORY” , proiettato nel corso di una iniziativa tenutasi a Siracusa questo fine settimana promossa da alcuni cittadini attivi siracusani. Il M.U.O.S. (Mobile User Objective System) è un moderno sistema di telecomunicazioni satellitare della marina militare statunitense(US Navy), composto da cinque satelliti geostazionari e quattro stazioni di terra, una delle quali a Niscemi(CL), dotate di tre grandi parabole del diametro di 18,4 metri e due antenne alte 149 metri. Verrà utilizzato per il coordinamento capillare di tutti i sistemi militari statunitensi dislocati nel globo terrestre, soprattutto i droni, gli aerei senza pilota prossimamente dislocati anche a Sigonella(CT).


Panebianco così inquadra il periodo storico che favorì l’installazione di questo apparato militare americano:” Ci sono 43 antenne a Niscemi che sono attive dal 1991, in un territorio alla mercé dei signorotti mafiosi, dal momento che la base nacque in un periodo quando il consiglio comunale niscemese venne sciolto per mafia”. Guardando la carta geografica della copertura radio del Muos verrebbe ad essere interessata buona parte della Sicilia, tranne le province di Trapani e Messina “aggiungo anche una parte della provincia di Palermo, – precisa Panebianco – comunque tutta la Sicilia verrebbe colpita dall’inquinamento elettromagnetico. Tutto questo è accertato da Arpa Sicilia(Agenzia regionale protezione ambiente, ndr.), che ha registrato nei suoi rilievi il superamento dei 6 Volt/metro da parte del sistema di antenne esistenti. Le misurazioni realizzate da Arpa attestano un livello di 9-11 Volt/metro, quando la normativa nazionale impone che il limite debba essere di 6 Volt/metro.”


martedì 22 aprile 2014

Brindisi come Canneto di Caronia, incendi inspiegabili di origine milit....... ignota!

Avete mai sentito parlare del raggio della morte di Tesla? Da cui e' poi nato il progetto H.A.A.R.P? Ecco gli effetti collaterari degli esperimenti americani in atto in Italia.

CISTERNINO (BRINDISI) - Presenta delle fortissime analogie con quanto verificatosi qualche anno fa in un paesino della Sicilia il fenomeno delle autocombustioni inspiegabili che hanno costretto negli ultimi giorni una famiglia di Cisternino, in provincia di Brindisi, a lasciare la propria abitazione, una villetta, di costruzione recente, in contrada Casalini nelle campagne della Valle d’Itria. Se ne dice convinto, il vicesindaco della cittadina pugliese, l’avvocato Vito Zizzi.

A prendere fuoco a partire dallo scorso 15 marzo, in vari punti della casa, sono stati una busta di plastica contenente tappi di sughero, un contenitore di rifiuti, due tappeti, un fustino del detersivo, un sacchetto di cotone, quattro cartoni contenenti bottiglie di vetro. Sei in tutto gli episodi. Ovviamente scioccata la famiglia di Biagio Bufano, 45 anni, che ha dovuto trovare riparo in un’abitazione messa a disposizione da alcuni parenti. Da 15 giorni, aiutato da amici e parenti, organizza delle ronde e un monitoraggio continuo per individuare la causa. Perfino il figlio minorenne si è trovato ad assistere ai roghi improvvisi. Intanto ha presentato un esposto alla Procura e ai carabinieri. Sono stati interessati anche la Prefettura, la Asl, l’Arpa, la Protezione civile regionale, l’amministrazione comunale, i vigili del fuoco che in un caso sono anche dovuti intervenire sul posto.

giovedì 27 febbraio 2014

Muos, il silenzio è d’oro: ecco perché i giornali tacciono

Fonte: libreidee.org

Il silenzio è d’oro: meno si parla di missili, droni e Muos, più l’imprenditoria finanziaria italiana – collegata alla grande stampa – farà affari col Pentagono. Ecco perché «la Sicilia è diventata una capitale mondiale dei droni, ma questo non è assolutamente argomento all’ordine del giorno a livello politico e mediatico nel nostro paese», accusa Antonio Mazzeo, da sempre in prima linea contro gli abusi dell’industria degli armamenti. Il nuovo sistema bellico targato Usa di stanza in Italia è un progetto che va ben oltre la semplice trasmissione di informazioni: oltre agli effetti devastanti sul territorio, l’ambiente e la salute delle popolazioni, la stazione Muos sarà un punto di riferimento fondamentale per i droni, sempre più usati in Medio Oriente per la “lotta al terrorismo” e nel nel cuore del Mediterraneo per l’individuazione e il “respingimento” dei barconi coi migranti. Tutto questo nel silenzio quasi totale dei media, nonostante le proteste No-Muos per l’installazione definitiva delle tre enormi parabole a Niscemi.
DroneL’ultimo libro di Mazzeo, “Il MUOStro di Niscemi. Per le guerre globali del XXI secolo”, offre un’analisi meticolosa e dettagliata su questo sistema di controllo e comunicazioni satellitare della Marina degli Stati Uniti. Il Muos, dice Mazzeo a Stefano Nanni e Anna Toro di “Osservatorio Iraq” in un’intervista ripresa da “Micromega”, sarà «uno strumento di guerra che a livello mondiale contribuirà a modificare radicalmente la gestione dei conflitti». Le tre antenne montate a Niscemi fanno parte dell’insieme di parabole di uno dei quattro terminali terrestri previsti a livello planetario. Il Mobile User Objective System installato in Sicilia sarà collegato con quelli dislocati alle Hawaii, in Virginia e in Australia, attraverso 5 satelliti orbitanti a 15.000 chilometri dalla Terra.


lunedì 24 febbraio 2014

Siamo solo all'inizio.... diventeremo marionette a controllo remoto


Armi psicotroniche, elettromagnetiche e controllo remoto del sistema nervoso
 
Nel marzo 2012 il Ministro della Difesa russo Anatoli Serdjukov disse: “Lo sviluppo di armamenti basati sui nuovi principi della fisica, armi ad energia diretta, armi geofisiche, armi a onde di energia, armi genetiche , armi psicotroniche etc., fa parte del programma di approvvigionamento delle armi di stato per gli anni 2011-2020,” (RIA Novosti)
 

Il mondo dei media reagì a questo accenno sull’uso “aperto” di armi psicotroniche pubblicando gli esperimenti degli anni ’60 dove onde elettromagnetiche vennero usate per trasmettere semplici suoni nel cervello umano.
Tuttavia la piu’ parte di queste pubblicazioni non disse che quella ampia ricerca scientifica è stata portata avanti in tutto il mondo. Solo un quotidiano columbiano , El Spectador, pubblico’ un articolo che copriva tutta la gamma dei risultati ed avanzamenti in questo campo.
Il britannico Daily Mail, altra eccezione, scrisse che la ricerca nelle armi elettromagnetiche è stata portata avanti segretamente dagli USA e dalla Russia dagli anni ’50 e che, una precedente ricerca ha mostrato che onde o raggi a bassa frequenza , possono influenzare le cellule cerebrali , alterare stati psicologici e rendere possibile trasmettere condizionamenti e comandi direttamente nel processo di pensiero dell’individuo.( si veda :”High doses of microwaves can damage the functioning of internal organs, control behaviour or even drive victims to suicide.”: “alte dosi di microonde possono danneggiare il funzionamento di organi interni, controllare il comportamento o persino portare le vittime al suicidio“)
Nel 1975, un neurofisiologo, Don R. Justesen, il direttore dei Laboratories of Experimental Neuropsychology at Veterans Administration Hospital in Kansas City – USA- , involontariamente lascio’ trapelare delle informazioni della National Security Information. Pubblico’ un articolo nell’ “American Psychologist”, “sull’influenza delle microonde sul comportamento delle creature viventi’.
Nell’articolo citò i risultati di un esperimento descrittogli dal college Joseph C. Sharp, che stava lavorando su Pandora, un progetto segreto della Marina Americana. Don R. Justesen nel suo articolo scriveva:
“Irradiando se stessi con queste microonde modulate sulla voce, Sharp e Grove furono prontamente in grado di sentire, identificare e distinguere tra 9 parole. I suoni uditi non erano dissimili da quelli emessi dalle persone con la laringe artificiale” (pg. 396)

sabato 23 novembre 2013

Gli USA stanno sperimentando il “raggio della morte” di Nikola Tesla in Italia?



MUOS IN SICILIA: ESPERIMENTI MILITARI SEGRETI
COSA ACCADE A CANNETO DI CARONIA IN SICILIA? UNO SCIENZIATO ITALIANO CHE HA INVOCATO L'ANONIMATO PER TIMORE DI RITORSIONI, MI HA SCRITTO CHIEDENDOMI DI PUBBLICARE LE SUE RIFLESSIONI.
Di Gianni Lannes


Premessa: non posso essere sicuro di quello che scrivo. Sono ipotesi che ho sviluppato personalmente, ma che sono fondate su un background solido di studi in fisica e su fatti accertati.

Noi tutti sappiamo che ogni giorno nel mondo vengono testati protocolli militari di nuova concezione, e molto spesso segreti. Molti di questi “test” vengono svolti in segreto, e magari spacciati per normali fenomeni naturali: basta pensare alle scie chimiche, ma anche a esperimenti genetici, e via dicendo.

Uno di questi protocolli in fase di sperimentazione è stato (e a volte viene ancora) testato e sperimentato in Italia, e ritengo sia la verità alla base di quello che viene spacciato per un banale sistema di comunicazione satellitare noto come MUOS (che sta per Mobile User Object System). Possiamo chiamarlo con quel nome, o “raggio della morte”, il nome non ha molta importanza: ciò che importa è come funziona.

Secondo alcuni scienziati, l'effetto fisico su cui si basa questo fenomeno era stato ipotizzato dallo stesso Nikola Tesla, il grande genio serbo, che negli anni ’40 sarebbe riuscito anche ad effettuare alcuni esperimenti segreti negli Stati Uniti d’America; alla sua morte il suo lavoro sarebbe stato secretato e solo recentemente i files su questo brevetto sarebbero stati riaperti e gli esperimenti sarebbero ripresi con maggiori potenzialità grazie alle tecnologie di oggi (in particolare, come vedremo, grazie alla diffusione delle comunicazioni satellitari). Anche queste affermazioni di natura storica non ho avuto modo di verificarle, ma sono alquanto verosimili. Passiamo invece alla parte tecnica, sulla quale invece le mie competenze sono maggiori.

domenica 21 aprile 2013

Intervista al giornalista Antonio Mazzeo, esponente del Comitato NO MUOS

 


FERMARE IL MUOS UNA VOLTA PER TUTTE. LA REGIONE HA DECRETATO IL BLOCCO, MA I LAVORI CONTINUANO.

A Niscemi (Sicilia) i lavori per l’ultimazione dell’apparato militare MUOS sono stati bloccati a fine marzo da un decreto della Regione. Nell’attuale base di comunicazione militare, già sospettata di inquinamento elettromagnetico,  dovrebbero essere installate  tre nuove antenne alte 150 metri,  in grado di sparare onde fino a 31 Ghz. Ignorando il blocco, le autorità militari statunitensi hanno provato a continuare i lavori, ma si sono trovati di fronte il presidio permanente dei comitati, decisi a contrastare l’installazione  del mega impianto di antenne, ritenuto altamente nocivo per la salute, l’ambiente e lo sviluppo economico-turistico dell’area.  Ma la battaglia dei comitati va oltre, chiedendo che l’isola sia liberata dalle numerose servitù militari che oggi la vedono al centro dei programmi del governo statunitense, con  Sigonella che si appresta a diventare la capitale dei droni e Niscemi, che vorrebbero trasformare in  un nodo nevralgico a livello globale per le comunicazioni militari e la guerra ambientale.  Se la sovranità è stata fino ad oggi un tabù per i governi che si sono succeduti in Italia, potrebbe crearsi, in questa fase politica, convulsa e incerta, uno spiraglio sull’onda della battaglia contro il MUOS?

Il decreto della Regione Sicilia ha imposto il blocco dei lavori, ma i lavori continuano. E così?
Sì, perlomeno sino a venerdì 12 aprile la situazione era questa.  Però all’inizio di questa settimana gli operai non si sono per il momento presentati al cantiere.

Lo stato di avanzamento dei lavori a che punto è?  Sono già state installate le antenne?
Non ancora. Sono però ormai pronti i tralicci e le antenne sono già completate. A questo punto ciò che manca è innalzarle sui piedistalli e connetterle.

Se i lavori dovessero continuare, nonostante il decreto che impone lo stop,   quali altri strumenti legali sono possibili per far rispettare il blocco?
Nei giorni scorsi sono stati presentati degli esposti alla Procura della Repubblica di Caltagirone sulla prosecuzione dei lavori. Bisogna vedere cosa farà adesso al Procura. Tuttavia ci appare grave che l’esposto non sia stato fatto dalla Regione  stessa che aveva la piena titolarità per farlo, coerentemente a quanto aveva disposto nel decreto.

E quindi l’esposto da chi è stato fatto?
Dai rappresentanti dei Comitati No MUOS.
Avete chiesto spiegazioni a qualche rappresentante della Regione? Avete avuto qualche incontro o comunque qualche contatto?
Nei giorni scorsi no, ma i filmati e le foto con gli operai nei cantieri sono stati trasmessi all’Assessore regionale all’ambiente. Ampio risalto ne hanno dato anche la stampa e le TV siciliane.


domenica 15 gennaio 2012

Gli americani abbattono il satellite russo Phobos-Grunt per mezzo di Haarp e la notizia è data anche dai media ufficiali

Sonda "Phobos-Grunt": i Russi lanciano accuse circa un possibile sabotaggio attuato dagli Statunitensi per mezzo di H.A.A.R.P.


Un malaugurato nuovo conflitto mondiale abbisogna di un 'casus belli': così, oltre alle tensioni nel Medio Oriente, si rinfocolano i dissidi tra Stati Uniti e Russia che paiono fronteggiarsi in un duello spaziale per mezzo di armi elettromagnetiche e cibernetiche. E' probabile che una parte degli stessi vertici militari, appartenenti alle due superpotenze, ignori che una struttura mondiale segreta sta fomentando la rivalità tra le due nazioni: il probabile sabotaggio della sonda russa Phobos-Grunt per opera di H.A.A.R.P., vendetta nei confronti di un'azione russa contro lo statunitense Goddard Space Flight Center è l'inquietante prodromo di un'escalation che potrebbe precipitare il pianeta in un'apocalittica conflagrazione?

Phobos-Grunt sta per cadere sulla Terra e lo farà nel momento in cui spesso si parte: nel weekend. Gli esperti di "Roscosmos", l'Agenzia spaziale russa, indicano come finestra probabile i giorni che vanno da sabato a lunedì, anche se il giorno che riscuote maggior favore statistico per il rientro è domenica. La sonda russa dovrebbe "arrostirsi" nell'ingresso con l'atmosfera, anche se 200 chilogrammi di materiale, probabilmente, resisteranno al tremendo calore per finire a terra. Si spera comunque che i “coriacei” frammenti finiscano la loro corsa in mare e, in questo caso, sempre secondo le proiezioni di Roscosmos, ciò potrebbe accadere nell'Oceano Indiano, a circa 1.700 chilometri a ovest di Djakarta, in Indonesia. Ma anche gli esperti russi sono ben consapevoli che, fino a che la sonda non comincerà a precipitare, nel vero senso comune della parola, sarà praticamente impossibile ogni previsione "certa".

domenica 8 maggio 2011

Il delitto corre sulle microonde

http://www.tankerenemy.com/2011/05/il-delitto-corre-sulle-microonde.html

Il segnale del picchio verde

Il 14 ottobre 1976, tutte le comunicazioni radio del globo furono interrotte da segnali radio di forte intensità. Le emissioni erano irregolari e si alternavano frequenze molto elevate a frequenze molto basse.

L'Unione sovietica, dopo essere stata identificata come la diretta responsabile, presentò delle formali scuse a tutti i paesi che avevano protestato. I loro "esperimenti" erano all'origine di questi disturbi. Poco dopo i Russi cambiarono lunghezza d'onda e cominciarono così le emissioni di gigantesche onde elettromagnetiche stazionarie.

I Sovietici avevano usato il "PIVERT", chiamato anche "Woodpecker" (Picchio), a causa del caratteristico suono ritmato che i rilevatori di segnali elettromagnetici avevano registrato. Questo suono assomiglia al rumore che si produce, battendo su una tavola con una penna, a una velocità di 14 colpi al secondo. Pare che il segnale venisse dalle città sovietiche di Riga e di Gomel, dove i Sovietici sperimentavano dei mastodontici generatori ad energia continua basati sulla tecnologia di Tesla. Come bersaglio fu scelta l'ambasciata statunitense a Mosca: tra il personale del consolato molti accusarono disturbi di varia natura (cefalea, insonnia, inappetenza, irritabilità, depressione...); alcuni furono colpiti da patologie, anche gravi, tra cui emorragie cerebrali, ictus, attacchi epilettici e tumori.
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