La sola cosa necessaria affinche' il male trionfi e' che gli uomini buoni non facciano nulla – Edmund Burke


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lunedì 25 novembre 2013

ORDIGNI METEOROLOGICI

WEATHER WARFAR

ORDIGNI METEOROLOGICI

 Così il meteo è un’arma

Molti i progetti che vedono l’ambiente come alleato o anche come bersaglio

1958: Project Argus. 1962: Project Starfish. 1968: SPS, ovvero Solar Power Satellite Project.1975: il razzo Saturn e il suo buco nella ionosfera. L’elenco potrebbe continuare sino ai nostri giorni in uno stillicidio di spaventosi disegni dell’uomo a caccia dell’ambiente come alleato o bersaglio, della meteorologia a guisa di arsenale, del clima quale ingrediente strategico di ogni futuro campo di battaglia.

Estate del 1961, il 21 agosto a voler esser precisi: la gente dell’isola Hispaniola nei Carabi vede una nuvola bianca espandersi all’infinito, formare cerchi concentrici e dissolversi inspiegabilmente. È il panico e molti pensano alla fine del mondo: è solo l’effetto del progetto “Storm-fury” mirato a contrastare gli uragani mediante l’immissione nell’aria di ioduro d’argento.
Una simile “inseminazione” in prossimità di un tornado ne modifica la traiettoria. Improvvisamente Paesi mai fino ad allora colpiti da micidiali tifoni diventano bersaglio abituale degli “hurricane”: Panama, Nicaragua, Honduras, Costa Rica…


Gli scienziati della guerra la chiamano “weather warfare”. Dalle nostre parti c’è chi – come Andrea Aparo, tecnologo con un passato di fisico sperimentale e di ricercatore al Mit – precisa che alla parola guerra si può abbinare l’aggettivo “meteorologica” e non “climatica” e ricorda i perenni sforzi a utilizzare i processi naturali per danneggiare il nemico.

Poco distante – nel tempo e nello spazio – c’è l’utilizzazione di composti chimici a scopi meteorologici nei cieli della ex-Jugoslavia. I professori Stefanovic e Purenovic dell’Università di Nis fanno puntuali riferimenti partendo dai fatti avvenuti nella località di Tuzla nel 1994 per arrivare alla drammatica serata del 5 aprile 1999 a Nis in cui “le nuvole cominciarono a contorcersi e sparirono dopo poco”. È la storia delle bombe illuminanti, utilizzate per agevolare i raid aerei e capaci di esplodere a oltre 2.500 metri di quota, rilasciare calore di oltre 3.000 gradi centigradi, modificare la stratificazione dell’atmosfera, creare forti venti, far salire le nuvole cariche d’acqua fino ad altezze dove la temperatura di decine di gradi sottozero trasforma la potenziale pioggia in ciclopica grandine…


sabato 2 novembre 2013

La Terra come Target & Arma: “Come distruggere l’ambiente”

fonte: www.nogeoingegneria.com

Curriculum: Gordon MacDonald

Disse Rosalie Bertell: ”Quello che è previsto ora sono guerre climatiche e meteorologiche, guerre in cui terremoti e vulcani, inondazioni e siccità, uragani e piogge monsoniche avranno un ruolo”.
Un geofisico di spicco confermava questa inquietante prospettiva circa 50 anni fa.
Nel 1966, Gordon J.F. MacDonald, allora direttore associato dell’Istituto di Geofisica e Fisica Planetaria della University of California di Los Angeles aveva contribuito al libro “Unless Peace Comes” (1). Un capitolo della sua opera, frequentemente citato, si intitola: “Come distruggere l’ambiente”.
Qual’era lo scopo dello scienziato? Esporre l’intero programma o intendeva avvisare? MacDonald era nel 1966 membro dell’Organo di Consulenza Presidenziale ed in seguito membro del consiglio per il controllo tecnologico con propositi militari.

Nel 1968 MacDonald scriveva: “Entro l’anno 2018, la tecnologia metterà a disposizione ai leader delle maggiori nazioni una varietà di tecniche per condurre una guerra segreta, di cui solo una minima parte delle forze di sicurezza debbano essere informate. Una nazione può attaccare un concorrente di nascosto con mezzi batteriologici, indebolire accuratamente la popolazione (seppure con un minimo di morti) prima di prendere il controllo con le proprie forze armate. In alternativa, potrebbero essere impiegate le tecniche di modificazione del clima per causare prolungati periodi di siccità o tempeste, indebolendo in tal modo la capacità di una nazione e costringendola ad accettare le richieste del concorrente”.
Nella pubblicazione di questa raccolta di testi con il titolo Toward the year 2018 (2) troviamo le voci di una dozzina di eminenti personaggi di spicco tra scienza e tecnologia, tra di essi MacDonald traccia le sue (pre)visioni sulle guerre future nel capitolo “Space”.

Secondo le descrizioni di MacDonald, solo in pochi nella comunità militare o scientifica devono sapere ciò che effettivamente accade in caso di guerra con armi che simulano eventi naturali. C’è da chiedersi: quale possibilità avrà un comune cittadino di differenziare tra tsunami, tornado, uragani, alluvioni, terremoti indotti dalla mano dell’uomo ed eventi naturali?
MacDonald ha pubblicato numerosi saggi e articoli sul futuro della tecnologia delle armi. La sua posizione all’apice del complesso militare-industriale-accademico gli ha permesso di avere informazioni ed idee piuttosto precise su disegni e progetti “in incubatrice”.


domenica 27 ottobre 2013

Un telegiornale Francese, parla di manipolazioni climatiche

In Italia c'è ancora chi pensa che Le Scie Chimiche siano "Una Bufala da Complottisti " Ma in Francia non è così. Eppure viviamo sotto lo Stesso Cielo, un cielo quotidianamente deturpato dagli aerei droni degli U.S.A. che continuano indisturbati a violentare Il cielo in lungo e in largo di tutto il pianeta, irrorando metalli e altri agenti altamente tossici.

La cosa sospetta è la sicronicità con lo "scandalo delle intercettazioni a stelle e striscie.



Fonte

Visto su:  lesciechimicheagenova.blogspot.it

mercoledì 15 maggio 2013

Il MUOS si espande in Sardegna, l’altra isola americana


Il MUOS non solo procede come se nulla fosse, sebbene siano stati esposti i pericoli e qualcuno nell’area ha già sperimentato il cancro dalle più piccole antenne già presenti, ma viene esteso all’altra grande isola italiana in una specie di triangolazione che vede ancora un volta il nostro territorio usato come terra di nessuno a disposizione di eserciti stranieri. Così infatti leggiamo su La Nuova Sardegna dell’11 maggio: Negli ultimi giorni, infine, alcune notizie che hanno acceso i riflettori dell’attenzione su una base Nato
(ma nella sostanza statunitense) che finora è sempre rimasta nell’ombra: il centro di comunicazione con i sommergibili nucleari dell’Us Navy di Tavolara. Sembra infatti che la base sarda sia inserita nel progetto Muos (Mobile User Objective System) della Marina militare statunitense. Cioè un moderno sistema di telecomunicazioni satellitari ad altissima frequenza (Uhf) e a banda stretta (da 64 kbit/s), composto da quattro satelliti geostazionari e quattro stazioni di terra, di cui una a Niscemi, in Sicilia. Il sistema Muos integrerà le forze navali, aeree e terrestri statunitensi in movimento in qualsiasi parte del mondo dieci volte più velocemente di oggi. 
La paura di un inquinamento elettromagnetico ha fatto però insorgere le popolazioni locali e la Regione Sicilia ha revocato l’autorizzazione alla costruzione della base. I timori di effetti dannosi sulla salute da parte dei radar sono stati anticipati dai fisici del Politecnico di Torino Massimo Zucchetti e Massimo Coraddu. Ma il fisico americano John Oetting, della “John Hopkins University”, nelle scorse settimane ha cercato di gettare acqua sul fuoco: «Un forno a micronde è più pericoloso dei radar del Muos». La risposta di Zucchetti è stata tagliente e ironica: «Oetting? Sì, lo conosco.È il Project Manager e Lead Systems Engineer del Muos Project. 

giovedì 18 aprile 2013

Geoingegneria - chi impugna il bastone?



La geoingegneria clandestina è un disegno che riguarda quasi tutto il pianeta, dobbiamo smettere di pensare alla singola nazione.

Certo quando vediamo quelle immense cicatrici nei nostri cieli siamo portati a pensare al nostro orticello non considerando che le correnti, i venti non hanno certo confini.

                                                      Immagine modis del 16 settembre 2011

Certo di fronte a simili scempi un attimino di incazzatura è lecito

Se viene irrorata una certa zona è per interessare un’altra zona altrimenti non avrebbe senso il termine “guerra ambientale”. 

                                                                    Oceano Pacifico

                                                         Oceano pacifico 3 luglio 2010

 Come per le scie chimiche anche i sistemi haarp, tra cui ricordo rientra anche il muos di Niscemi, riguarda tutto il globo, sul sito ufficiale haarp a Gakona si può vedere l’emmissione in tempo reale invece a questo link le zone interessate nei vari continenti ma non in tempo reale.
Leggo in prestigiosi siti che la responsabilità viene addotta agli usa e alla nato ma loro sono solo il mezzo d’altra parte chi possiede le infrastrutture necessarie per una operazione di tale portata?
Loro sono il bastone ma chi lo impugna?

Forse i gruppi di potere? Le grandi famiglie che ci governano da millenni come un gregge di pecore?
Molti si chiedono come fa il governo federale ad avvelenare i suoi stessi cittadini, hanno iniziato negli ani 90 dal Canada e stati Uniti, per il semplice motivo:
siamo come formiche da tenere sotto controllo e eliminare se diventiamo troppi.

Bill gates è un fautore della depopulation grande amante della geoingegneria, i vaccini e l’eugenetica.
Le  motivazioni? Sono molteplici si và dal controllo mentale attraverso la Smart Dust e le onde Elf al controllo della popolazione mondiale attraverso la semina di materiale biologico, al controllo alimentare attraverso la modificazione climatica e la dispersione in atmosfera di metalli pesanti, riduzione dell’irraggiamento solare e modificazioni delle correnti a getto il tutto nel contesto di possessione del clima anche per fini bellici.

La tendenza è farsi notare il meno possibile per quetso le irrorazioni vengono effettuate maggiormente in mare aperto e qui entrano in scena le Shiptrails e in notturna, come dire occhio non vede cuore non duole.


Lo ripeto,viene spontaneo addossare la responsabilità di questo al gigante a stelle e strisce, i tankers sono targati Usaf, ma sono solo lo strumento, l’importante è chi impugna detto strumento.



Dobbiamo smettere di vedere la pagliuzza nel’occhio quando ci stà cadendo una megatrave sulla crapa.

Zak

Altre immagini satelittari e attività haarp QUI

lunedì 8 aprile 2013

U.S.A: in arrivo gigantesca piattaforma H.A.A.R.P mobile in sud Corea

SBX_Seattle
8 aprile 2013 - La marina militare degli Stati Uniti sta dislocando in sud Corea una gigantesca piattaforma H.A.A.R.P mobile.E' di poche ore fa la notizia diffusa dai media giapponesi che afferma che qualsiasi missile verra' prontamente abbattuto.
l’H.A.A.R.P. mobile: un dispositivo impiegato dalla Marina Militare degli Stati Uniti d’America.  Il “Sea based H.A.A.R.P. X-band radar (S.B.X.)”, è una di queste piattaforme viaggianti usate a complemento dei vari impianti H.A.A.R.P. dislocati in vari paesi di Gaia (Stati Uniti, Norvegia, Russia, Francia). Sul ponte della S.B.X. è installata una particolare struttura, componente chiave della “Missile Defense Agency”(M.D.A.). La nave militare include una centrale per la produzione di energia elettrica, un ponte, sale di controllo, alloggi per il personale, aree di stoccaggio e le infrastrutture necessarie a sostenere l'enorme radar in banda X. Il radar S.B.X. è un apparato molto sofisticato. Il sistema radioricevente “phased array antenna” è costituito da migliaia di antenne azionate da moduli di rice-trasmissione. Il radar è progettato e costruito dalla Raytheon Integrated Defense Systems per conto della Boeing, il più importante appaltatore per il progetto negli Stati Uniti, attuato proprio dalla Missile Defense Agency.

mercoledì 29 febbraio 2012

Dossier H.A.A.R.P.

Per gentile concessione del sito: oltreverso

Haarp è un programma di ricerca nato per studiare le proprietà della ionosfera e le avanzate tecnologie nelle comunicazioni radio applicabili nel campo della difesa. Il termine HAARP indica l’acronimo di High-frequency Active Auroral Research Project: Programma di Ricerca Aurorale Attivo ad Alta frequenza. E’ un progetto del Dipartimento della Difesa Statunitense (DoD), coordinato dalla Marina e dall’Aviazione e considerato il nucleo del programma “Guerre Stellari” avviato sotto le amministrazioni Regan–Bush negli anni ’80.
HAARP ha sede a Gakona, Alaska, ed è costituito fondamentalmente da 180 piloni di alluminio alti 22 metri. Su ogni pilone sono state installate doppie antenne a dipoli incrociati, una coppia per la banda bassa l’altra per la banda alta, in grado di trasmettere onde ad alta frequenza fino ad una distanza di 350 km grazie alla loro potenza. Queste onde sarebbero indirizzabili verso zone strategiche del pianeta, sia atmosferiche che terrestri.

Ufficialmente lo scopo del centro di ricerche HAARP è quello di studiare le proprietà di risonanza della Terra e dell’atmosfera: gli stessi fenomeni studiati da Nikola Tesla cento anni prima in Colorado. Secondo il  sito ufficiale, HAARP può essere utilizzato “per provocare un cambiamento nella temperatura della ionosfera minimo e localizzato, cosicché le risultanti reazioni fisiche possano essere studiate da altri strumenti piazzati nello stesso sito o nei pressi di HAARP”. La federazione Scienziati Americani ha ammesso un uso militare di HAARP solo per scopi di ricognizione e non distruttivi. Modulando i segnali in frequenze bassissime, cioè onde ELF o VLF, si potrebbe “vedere ciò che succede nel sottosuolo, individuando bunker, silos di missili, e altre installazioni sotterranee di Stati avversi”. Quindi, ufficialmente, gli scopi di HAARP sono: lo studio della ionosfera (essendo composta da particelle cariche, ioni, possiede la proprietà di riflettere verso terra le onde hertziane) per migliorare le telecomunicazioni; lo sviluppo di nuove tecniche radar, che permettano agevoli comunicazioni con i sottomarini e rendano possibili radiografie di terreni, in modo da rilevare armi od attrezzature a decine di km di profondità.


domenica 26 febbraio 2012

I padroni del clima: l'eredità di W. Reich

Verso una scienza orgonomica dell’atmosfera che faccia fronte ai tanto temuti spauracchi della siccità e dell’inquinamento. Per “colpa dell’etere” grandi ricercatori hanno vissuto un destino scientifico irto di ostacoli o a malapena riconosciuto: Tesla per es., W. Reich – in quanti sanno dei suoi inediti – Giuseppe Calligaris, e chi conosce il grande lavoro di Ighina?

Il clima, la meteorologia e la formazione degli eventi atmosferici hanno interessato Reich (medico ricercatore, allievo di Sigmund Freud) sin dai tempi della scoperta nell’atmosfera di un nuovo principio energetico, che non seguiva le leggi della fisica tradizionale, avvenuta agli inizi degli anni ’40.

In precedenza, studiando il comportamento degli esseri umani, Reich vide che questa energia, che chiamò orgonica, era presente e fluiva all’interno dell’organismo. Successivamente ampliando l’interesse dei suoi studi e delle sue ricerche verso la biogenesi e le origini della vita, constatò che si poteva trovare dappertutto in natura, invalidando in questo modo l’assunto di Einstein che tutta l’atmosfera ed il cosmo erano vuoti e privi di energia.

Fondò l’orgonomia che era la scienza che studiava il comportamento di questo nuovo principio energetico presente in natura. Egli vide che esso seguiva alcune leggi fondamentali e possedeva peculiarità che lo differenziavano dalle energie allora conosciute come l’elettricità, il magnetismo, la gravità, e quella nucleare...

Oltre alla sua universale presenza osservò che l’energia orgonica, contrariamente a quello che stabilisce il terzo principio della termodinamica, fluisce sempre da un sistema a potenziale più basso ad uno a potenziale più alto oppure, come Reich stesso soleva spesso definire, da sistemi energeticamente più deboli a sistemi energeticamente più forti.
Questa legge si può osservare in natura sia negli organismi viventi, evidenziato dal mantenimento di una temperatura interna maggiore di quella dell’ambiente esterno, che nei sistemi inerti come l’attrazione gravitazionale. In entrambi i casi il sistema a potenziale più elevato assorbe od attrae energia orgonica dal sistema a potenziale minore.
Vide inoltre che l’energia orgonica era facilmente condotta dai metalli ed aveva una elevatà affinità con l’acqua che la attrae, la assorbe e la trattiene.

domenica 2 ottobre 2011

What in the World are they spraying - sub ita

Segnalato da L'alternativa Isaia -  Grazie Faber
 
 
http://www.youtube.com/user/MrFrancescoPaone
Per favore diffondete questo documentario. Please diffuse this documentary.

"Incoraggiamo chiunque a duplicare questo documentario con lo scopo di distribuire copie gratuite al pubblico per aiutarci a far conoscere questo argomento a tutti".
"We encourage everyone to duplicate this film for the purpose of distributing free copies to the public which will help support our vision of making this issue known to all".

Documentario sulla Geoingegneria e sulle Scie Chimiche. Illustra prove scientifiche e fatti concreti di ciò che accade sulle nostre teste da alcuni anni.
Ideato da Michael J. Murphy, prodotto da G. Edward Griffin, Micheal J. Murphy e Paul Wittenberger

SI TRATTA DELLA NOSTRA SALUTE, DELLA NOSTRA VITA!
IT'S ABOUT OUR HEALTH, OUR LIFE!


http://www.stopgeoengineering.com/
 
tratto dall'eccellente blog: eliotroporosa
 

domenica 16 gennaio 2011

Le scie chimiche sono una realtà storica - parte 1

Tratto dall'ottimo blog  http://scienzamarcia.blogspot.com/

Milioni di britannici coinvolti come cavie involontarie ed esposti al contagio di agenti infettivi e sostanze chimiche ammette il ministero della difesa britannico
Il presente articolo lo trovate pure riassunto nel video qui sotto (fatto in maniera artigianale, e che spero di rifare in una versione migliore, scusatemi è il mio primo esperimento). Se vi piace il video potete pure scaricalo da mediafire in formato avi. Seguiranno le parti successive sia dell'articolo che del video. La seconda parte del video  nel frattempo è già pronta ed è già scaricabile anch'essa in formato avi.



Le scie chimiche sono una realtà storica - parte 1

Quando si parla di scie chimiche si intende lo spargimento intenzionale di veleni sulla popolazione ignara, veleni dispersi nell'aria tramite aerei.

Qualcuno (come i curatori del sito wikipedia) afferma che si tratti di bufale, di assurde teorie del complotto, eppure in realtà la storia mostra che le scie chimiche nell'età contemporanea sono sempre esistite.

Wikipedia nega l'esistenza delle scie chimiche

Il mnistero della difesa inglese ha ammesso nel 2002 di avere fatto degli esperimenti a partire dal lontano 1940 fino al 1979, esperimenti in cui agenti chimici cancerogeni come il solfuro di zinco e cadmio. In un articolo del quotidiano britannico Guardian vengono riportate queste ammissioni ufficiali del ministero della difesa: Milioni di persone coinvolte in test di armi biologiche. Una gran parte della Gran Bretagna fu esposta al contagio batteri irrorati nel corso di esperimenti segreti


Nell'articolo si legge fra le altre cose che:
Un capitolo del rapporto “Gli esperimenti con particelle fluorescenti” rivela come tra il 1955 ed il 1963 aerei volarono dal nord-est dell’Inghilterra alla punta della Cornovaglia lungo le coste meridionali e occidentali, sganciando sulla popolazione enormi quantità di solfuro di zinco e cadmio. I composti chimici andarono alla deriva per miglia nell’entroterra, e la loro fluorescenza permise di monitorarne la diffusione.
(...)
Mentre il Governo ha insistito nell’affermare l’innocuità di tale composto chimico, il cadmio è riconosciuto come una causa di cancro al polmone e durante la Seconda Guerra mondiale esso fu considerato dagli Alleati come un’arma chimica.

Abbiamo quindi qui aerei che diffondo sostanze velenose sulla popolazione in un cosiddetto esperimento durato ben 8 anni.

E poi ancora leggiamo che:
In un altro capitolo “Esperimenti di copertura di grandi aree”, il Ministero della Difesa descrive come tra il 1961 ed il 1968 più di un milione di persone lungo la costa meridionale dell’Inghilterra, da Torquay alla New Forest, furono esposte a batteri fra i quali e.coli e bacillus globigii, che simula l’agente dell’antrace. Questi rilasci provennero da una nave militare, la Icewhale, ancorata di fronte alla costa del Dorset che spruzzò i microrganismi in un raggio di 5-10 miglia. 
Batteri attaccati alle ragnatele sulle cassette delle poste
Abbiamo qui un milione di persone esposte nel giro di 7 anni al contagio di batteri, e se si legge l'articolo fino in fondo si viene a sapere di batteri diffusi lungo la metropolitana o attaccati alle ragnatele sulle cassette delle poste.

Alcune famiglie che vivono nelle aree maggiormente coinvolte in questi test segreti sono convinte che gli esperimenti hanno causato ai loro bambini difetti congeniti, handicap fisici e difficoltà di apprendimento. Il ministero ed il governo ovviamente negano, con grande faccia tosta, come è consuetudine.

L'attuale responsabile della struttura di Porton Down, che ha diretto e realizzato nel passato tali orrendi crimini, considerandoli "esperimenti", afferma che:
Non è nostra abitudine discutere delle ricerche in atto
I risultati di questi esperimenti salveranno delle vite, se il paese o le nostre forze armate dovessero affrontare un attacco di armi chimiche e biologiche”. Alla domanda se tali test sulla popolazione sono ancora in atto ha risposto: “Non è nostra abitudine discutere delle ricerche in atto”.
Tale affermazione potremmo liberamente tradurla: “sì, lo stiamo ancora facendo, cosa volete, che ve lo andiamo a raccontare?” visto che le immagini satellitari dell'Inghilterra mostrano cieli offuscati da scie disseminate in lungo ed in largo per ogni dove.
Immagine satellitare dei cieli d'Inghilterra offuscati da scie
Vi ricordate? “Esperimenti di copertura di grandi aree”, era uno dei capitoli riguardanti gli esperimenti compiuti nel passato dal Ministero della Difesa e di recente desecretati ed ammessi pubblicamente.

Coperture di grandi aree, già, forse sarebbe il caso di guardare il cielo sopra di noi per vedere cosa stanno combinando con quelle ricerche di cui i responsabili non vogliono discutere.

Chi nega le scie chimiche afferma che sarebbe assurdo che un governo avvelenasse così la propria popolazione, che sarebbe assurdo che si verificassero certe cose su una scala così grande, e che di certo la popolazione se ne sarebbe accorta e lo avrebbe denunciato.

Scie chimiche coprono il cielo dell'Essex, in Inghilterra, oscurando il sole
Invece quanto accaduto in Gran Bretagna mostra che

1) i piloti dell'aviazione militare hanno avvelenato i propri concittadini obbedendo agli ordini

2) la popolazione (tranne forse un'esigua minoranza che non è stata però ascoltata dalle istituzioni) non se n'è accorta (altrimenti ci sarebbe stata una ribellione)

3) alcuni dei responsabili e forse persino dei dirigenti sono stati così bene indottrinati che forse credono davvero di avere fatto questi orrendi crimini per il bene della nazione, per testare la capacità di un ipotetico nemico di aggredire la popolazione con agenti chimico-biologici e predisporre quindi dei piani di difesa

 4) questi responsabili, nonostante la faccia tosta dimostrata nel difendere questi cosiddetti "esperimenti" su milioni di cavie umane non consenzienti, non hanno il coraggio di negare che al presente si stia facendo qualcosa di simile, ed in effetti in Gran Bretagna la diffusione di scie chimiche, come ci riferiscono gli attivisti locali, è stata notevole sin dall'inizio di questo secolo (l'ammissione della responsabile di Porton Down è del 2002)

Per altro non si tratta di un caso isolato. Vedremo infatti adesso quali sono gli antecedenti storici  negli USA, altro paese dove gli attivisti riportano l'inizio della diffusione massiccia delle scie chimiche alla fine seconda metà anni '90 del secolo scorso.

Wikipedia ammette l'Operazione Copertura di Grandi Aree con aerosol
A darcene una prova è la stessa wikipedia, che seppur nega le scie chimiche, non riesce a negare ed a cancellare ogni realtà storica. E così persino sul sito inglese di wikipedia troviamo la descrizione di esperimenti analoghi, ovvero dell'Operazione di Copertura di Grandi Aree con aerosol, condotta nel 1957, preceduta da simili operazioni iniziate nel 1953, proseguita con analoghi esperimenti condotti fino alla metà degli anni '60. Leggiamo infatti che:
Esistono le prove che furono compiuti esperimenti analoghi all'"Operation L.A.C." L'esercito ha ammesso di aver diffuso agenti chimici in alcune aree del Minnesota dal 1953 fino alla metà degli anni '60 del XX secolo.
L'"Operation L.A.C." fu eseguita nel 1957 e nel 1958 dalla "U.S Army Chemical Corps". Principalmente, l'operazione di irrorazione coinvolse vaste aree con solfuro di zinco cadmio. La "U.S. Air Force" usò un C-119, "Flying Boxcar" per disperdere solfuro di zinco cadmio a tonnellate in atmosfera negli Stati Uniti. Il primo test fu compiuto il 2 dicembre del 1957 lungo un percorso che congiunge il Sud Dakota ad International Falls, in Minnesota. 


L'esperimento ebbe un ottima riuscita, infatti le particelle diffuse arrivarono sino in Canada da una parte, ed in Messico dall'altra, segno che tali operazioni non hanno mai una portata semplicemente locale.
Il 2 dicembre 1957 la nebbia chimica si propagò fino in Canada. Gli inquinanti furono anche rilevati a 1.200 miglia di distanza, in una stazione nello stato di New York.[...] Un'altra massa d'aria canadese portò la nube tossica nel Golfo del Messico. Due altri test, uno lungo un percorso da Toledo, in Ohio, ad Abilene, in Texas, ed un altro da Detroit, a Springfield, Illinois, fino a Goodland, Kansas, mostrarono che gli agenti dispersi attraverso il metodo aereo potrebbero ottenere una copertura capillare, dal momento che le particelle furono rilevate da entrambi i lati della traiettoria di volo.


Aerei che rilasciano scie facendo il girotondo nei cieli della Romania e della Sardegna

Dall' ottimo blog http://scienzamarcia.blogspot.com/

Questo primo video viene dalla Romania: qui potete vedere aerei che vanno a zig zag, che fanno  inversione ad U e che si muovono nel cielo come se fossero pilotati da piloti ubriachi. Se davvero fossero aerei civili ci sarebbero state chissà quante lamentele e denunce alle compagnie aeree nonché articoli di giornale che riferivano il curioso ed anomalo evento.

Evidentemente si tratta di aerei che disperdono sostanze chimiche nel cielo e che vanno e vengono o fanno ampi giri e manovre a zig-zag per meglio disperdere il contenuto delle loro cisterne su cittadini inconsapevoli, passando e ripassando sulla stessa zona. L'ennesima prova delle tragica realtà del fenomeno delle scie chimiche.

Il video potete scaricarlo sia in formato .flv (7 Mega) che in formato .avi (10 Mega)

Qui sotto invece due video relativi alla tremenda giornata di irrorazioni sulla Sardegna di cui ho già parlato in un precedente articolo: 

Secondo video





I due video, raggruppati in un unico file, potete scaricarli in formato avi (5,5 Mega).




Se poi qualcuno pensa che siano solo innocui aerei militari che lasciano dietro di sè una simpatica "scia di condensa", forse non sa che agli aerei militari sono riservate quote comprese tra i 5 ed i 6 km di altezza (ove non è possibile la formazione di scie di condensa) proprio per interferire il meno possibile con gli aerei di linea che volano di regola oltre gli 8 km di quota.

Di conseguenza non è possibile attribuire a voli militari nessuna "normale scia di condensa", ma solo delle anomale scie chimiche. Per questa ragione è impossibile attribuire le anomale scie ricurve a velivoli militari che compiono particolari manovre.

La conferma di ciò potete trovarla anche nelle parole del meteorologo tedesco Gunther Tiersch, pronunciate il 14 gennaio 2009 alla televisione tedesca ufficiale pubblica Z.D.F. (Zweites Deutsches Fernsehen - seconda rete televisiva germanica).

"… Poi abbiamo ancora qualcosa che non possiamo identificare come pioggia o neve. Qui nell’Ovest queste linee serpeggianti sono state generate probabilmente di pomeriggio sopra il mare del Nord da alcuni aerei, aerei militari e all’incirca a 5-6 km. di altitudine. Non hanno così nulla a che fare col tempo…" .

martedì 4 gennaio 2011

4 gennaio 2011 eclissi di sole

Il sole viene coperto dalla luna............... NO dalle scie!!! e aggiungo questo, stasera su tg1 hanno detto che le velature non hanno impedito la visione dell'eclisse..... ma vaffa........... và.

L'alba






lunedì 20 dicembre 2010

19 dicembre 2010

dopo la disastrosa nevicata di venerdi il cielo si apre e vedo.............








giovedì 9 dicembre 2010

QUANDO IL CIELO E’ STRIATO E QUANDO LA TERRA TREMA – Segreti e tabù della guerra ambientale

Di
Antonella Randazzo

In teoria si pensa di essere in democrazia e di poter parlare di qualsiasi argomento, ma in pratica esistono argomenti tabù, ovvero che suscitano reazioni emotive talvolta forti, e favoriscono una sorta di ostracismo ideologico verso chi li tratta. Ad esempio, chi solleva il problema della guerra ambientale, chimica o sismica, suscita reazioni forti, e rischia di passare per credulone, visionario o paranoico.
La cosa risulta assai sorprendente, se si pensa che siamo circondati da mass media (carta stampata e telegiornali) che le sparano sempre più grosse, ma quasi nessuno sembra manifestare una reazione proporzionale alle idiozie sentite.
E allora come mai quando si parla di alcuni argomenti – come lo strapotere di alcuni individui o il controllo criminale attuato da questi – si sollevano voci indignate, come se si stesse toccando un nerbo scoperto? Quelle stesse persone che digeriscono tutte le idiozie di regime, chiedono conto, – prove inoppugnabili o resoconti dettagliati- quando qualcuno solleva questioni non trattate altrove. Certo è più facile rivoltarsi contro un qualsiasi blogger indipendente che chiedere conto al regime.
Molte persone preferiscono credere che l’attuale sistema sia loro favorevole, che sia guidato da persone autorevoli a servizio di tutti, piuttosto che aprire gli occhi e vedere che non è così.
Non si tratta di avercela con qualcuno perché tutti noi vorremmo credere che le nostre autorità sono autorevoli e oneste, ma crederlo quando ciò non corrisponde a verità ci espone a pericoli e a conseguenze negative per tutti.
Molti, per credere anche a cose ormai evidenti, hanno bisogno che vengano trattate a “Porta a Porta” o a “Superquark”.
Chi riesce ad oltrepassare la truffa e a vedere la realtà quale essa è si accorge che sono davvero molte le cose sconcertanti e agghiaccianti, degne della mente del più feroce nazista. Quando si aprono gli occhi si capisce che i nazisti non sono stati tutti tedeschi e sostenitori del regime di Hitler.
I nazisti che oggi dominano sono molto più pericolosi di quelli della Germania di Hitler perché hanno nelle loro mani una tecnologia assai sofisticata, in grado di operare con una distruttività inaudita, facendo poi credere che le azioni distruttive non abbiano responsabilità umane.
Gli “esperti” di regime, ovvero gli scienziati che si sono sottomessi al potere, fanno passare per visionario chi solleva questioni scottanti che riguardano le capacità oggi esistenti di operare manipolazioni ambientali per provocare malattie e morte.
Da recente, in occasione della tragedia in Abruzzo, abbiamo avuto modo di considerare il problema dei terremoti.
Nei media di regime si è scatenata una specie di ossessione, e si sono proposti contenuti ripetitivi che miravano a convincere che i terremoti non si possono prevedere. Ma allora, come qualcuno ha osservato, perché mai la “protezione civile” ha rassicurato tutti dicendo che non c’era pericolo? Se i terremoti non si possono prevedere non si può dire nemmeno che non c’è pericolo.
Certo è perlomeno strano che per alcuni mesi, prima del disastro, gli abruzzesi ebbero scosse di varia entità ma nessun telegiornale ufficiale ne parlò, e prima del disastro finale pochi conoscevano il lavoro di Giampaolo Giuliani.
Poi, dopo il terremoto, i media ufficiali fecero a gara per occuparsi della tragedia, strumentalizzando ampiamente la sofferenza atroce di quanti avevano perduto parenti, amici e casa. I media si focalizzarono sul quesito “si può prevedere un terremoto?”, sostenendo che ciò non è possibile, e offuscando il quesito, assai più scottante per il regime: “si può provocare un terremoto?”
Diversi scienziati sostengono che provocare un terremoto, come altri eventi ambientali, è possibile con le tecnologie attuali.
Ovviamente questo non vuol dire che non esistano terremoti “naturali”, ma semplicemente che i terremoti potrebbero anche essere provocati artificialmente.
Sarebbe ragionevole ritenere che gli esperimenti nucleari sotterranei provocano terremoti, e che esistono armi tettoniche in grado di provocare terremoti artificiali. Di questo parlano eminenti scienziati, e alcuni politici sollevano la questione della messa al bando di tali armi. Ad esempio, il parlamentare statunitense Dennis Kucinich nella sua proposta di legge, “The Space Preservation Act of 2001” (legge per la protezione dello spazio), presentata al 107° Congresso degli Stati Uniti chiedeva la messa al bando di queste armi.
Il tenente generale Fabio Mini (vedi video sotto) ha dichiarato che in alcuni ambiti militari “Nessuno crede più che un terremoto, un’inondazione, uno tsunami o un uragano siano soltanto fenomeni naturali”.(1)
Tutto questo viene tenuto nascosto o reso del tutto irreale grazie a metodi di disinformazione e di induzione emotiva al negazionismo. Ovvero meccanismi atti a farci prendere in considerazione alcuni concetti e a rifiutarne altri. Spiega lo studioso R. Winfield:
“A tutti piace credere di essere liberi pensatori. Permettetemi di dimostrare che non lo siamo… Le cose che sto per dirvi vi sembreranno così estranee alla vostra ragione e logica, che neppure provereste a considerarle come possibili. Sto parlando della programmazione religiosa a cui noi tutti siamo stati sottoposti, del rinforzo di parole e frasi chiave, idee e concetti, tutte cose che creano vie neurali nelle nostre menti, così ben formate che qualsiasi cosa sia fuori del percorso battuto viene scartata come priva di valore senza indagare oltre. … Tutti siamo stati programmati per rispondere a determinati punti sensibili in maniera polarizzata… Se si rimuove il pensiero critico, la gente viene manipolata più facilmente… Le emozioni sono causate dai pensieri, i quali a loro volta sono controllati dalle parole, dal nostro dialogo interno… Se voi e qualche vostro amico a scelta controllaste tutti i media, quanto facile vi sarebbe alterare le menti delle persone?… Il problema con l’essere già familiare con un concetto è che spesso categorizziamo le informazioni in compartimenti mentali denominati “già visto”, “niente di nuovo”, o “non cosi pericoloso.”.. Gli addetti alla propaganda ed alla disinformazione hanno campo libero nei media di questi tempi, ed affondano le radici in molti anni di studio nella manipolazione delle menti delle masse, grazie alle Fondazioni Rockefeller, il Tavistock Institute e la Germania Nazista… Pensate davvero che eleggendo qualche nuovo partito o presidente si metterà fine ai problemi del pianeta? La scienza inventerà una pillola magica che renderà tutto perfetto?”(2)
Nella nostra mente viene alimentata la fiducia nella Scienza ufficiale e nelle autorità offerte dal sistema, e quando emergono argomenti che mostrano che queste autorità e queste conoscenze non sono a servizio dei popoli si cerca di coprire di ridicolo o denigrare quelli che smentiscono la propaganda.
Se non si può impedire che una notizia emerga, allora si fa in modo che la gente non vi creda, o magari si rivolti contro chi la informa. E dato che chi informa correttamente ha mezzi mediatici molto limitati e invece chi disinforma può raggiungere praticamente tutti, i risultati purtroppo sono spesso scontati.
Il risultato più efficace è quello di farci credere che si tratti di “opinioni” o di problemi inesistenti sollevati da menti non equilibrate.
Far passare le questioni di controllo criminale dei popoli come leggere conversazioni da fare su blog etichettati come “controinformazione” (e dove sarebbe l’informazione?), o come ideologie da discutere in rete tanto per passare il tempo o per deridere qualcuno, significa essere oberati dal condizionamento della “cultura” di massa, che ci vuole indifferenti alla sofferenza altrui o inclini a non scalfire in alcun modo il potere imperante.
Un altro metodo di controllo è quello di creare fazioni contrapposte, in questo caso quella dei “debunkers” e quella dei cosiddetti “complottisti”, in modo tale che lo scontro si articoli fra gruppi, oscurando che gli effetti devastanti delle azioni criminali del gruppo dominante vanno contro tutti, a prescindere dalla fazione a cui si appartiene.
Creando fazioni si crea ostilità reciproca e atteggiamenti rigidi, come se si difendesse una religione, mostrando di non essere interessati a trovare la verità su quella particolare questione.
Dividendo le persone e mettendo i gruppi gli uni contro gli altri si crea anche un clima di denigrazione e insulto reciproco, evitando così di lottare tutti insieme contro il vero avversario.
Questo non vuol certo dire che non esistano persone che per denaro sostengono la propaganda di regime anche su Internet. Ciò è del tutto ovvio: pagano giornalisti della Tv e della carta stampata, così come pagano intellettuali e politici. Qual è la novità nel pagare persone anche sul web? L’unica differenza forse consiste nel fatto che queste persone possono facilmente infiltrarsi e confondersi fra i veri lettori dei blog, e a volte può risultare difficile individuarle.
Il gruppo dominante si assicura che ci sia chi, per denaro, andrà contro l’interesse collettivo, sostenendo la propaganda. In tal modo si creano fazioni anche tra gli scienziati “esperti” o fra politici, distogliendo l’attenzione dal sistema di potere criminale.
Gli aspetti relativi al potere della propaganda risultano oggi più importanti che mai, dato che oggi è possibile attingere a conoscenze in passato negate. Dunque risulta importante far diventare scettici, o inclini a ridere delle verità svelate, oppure ad appigliarsi alle pseudo-verità di regime, per non affrontare le conseguenze della presa di coscienza.
Fino a quando la maggior parte delle persone non capirà che l’umanità può avere un futuro soltanto se apre gli occhi sul potere criminale che oggi la opprime, ci saranno tentativi di metterci gli uni contro gli altri, di far apparire disturbato mentalmente chi dice la verità sul regime, di renderci faziosi o di pagarci per fare in modo che il potere attuale continui ad esistere.
Alcuni, attratti dalle discussioni “tabù”, concentrano la propria attenzione sui possibili errori o sulla coerenza dei blogger che trattano questioni scottanti, dimenticando che sono le questioni ad essere importanti e a meritare attenzione e interesse, e non le singole persone che cercano di trattarle in modo indipendente, magari rischiando di essere etichettate o denigrate.
C’è anche chi, ricalcando le tendenze della “cultura” di massa, si aspetta di trovare qualcuno che gli faccia da guida, anziché utilizzare le giuste informazioni per acquisire la necessaria consapevolezza e autonomia di pensiero. Più che diventare personaggi o “vip”, è assai meglio rimanere persone comuni interessate al bene di tutti, e non a mettersi in mostra o a voler assumere il ruolo di “guru”. I “vip” vengono creati dal sistema per indurci ad imitare o seguire qualcuno anziché essere noi stessi.
Parlando di certi argomenti non si vuole creare allarmismo, ma far emergere aspetti della realtà che non si possono più ignorare.
D’altronde, è inutile illudersi che un gruppo di criminali incalliti capaci di organizzare guerre e genocidi non siano anche capaci di devastare l’ambiente uccidendo anche dove la guerra non c’è.
Molti sanno che oggi le armi sono diventare sempre più sofisticate e tecnologiche. Oltre ad utilizzare i metodi spionistici, per controllare i civili e trovare i dissidenti, alcuni studiosi sostengono che oggi le autorità statunitensi stiano utilizzando anche metodi legati alla manipolazione dei fenomeni metereologici. L’utilizzo di questi metodi viene definito “guerra climatica” o ambientale. Secondo lo studioso Michel Chossudovsky gli ambientalisti sbagliano a concentrare tutte le loro attenzioni sulla mancata adesione degli Usa al Protocollo di Kyoto. Anche se è indubbiamente grave che gli Usa non considerino i danni prodotti all’ambiente e i possibili modi per diminuirli, occorre anche considerare che l’aviazione americana possiede strumenti per influire sul clima. Tali strumenti sono segreti, così come i loro effetti. Il Dipartimento di Difesa americano continua a stanziare fondi per sviluppare queste tecnologie. Un documento della Difesa dice:
“La manipolazione climatica diverrà parte della sicurezza interna e internazionale e sarà sfruttata in maniera unilaterale… Sarà usata a scopi difensivi e offensivi e anche come deterrente la capacità di generare precipitazioni, nebbia e temporali e di modificare il clima”.(3)
Da diverso tempo molti cittadini americani lamentano strani fenomeni meteorologici. La giornalista Amy Worthington racconta:
“Siamo continuamente testimoni di fenomeni meteorologici bizzarri, causati da strumenti elettromagnetici che manipolano sia la corrente a getto sia i singoli fronti delle perturbazioni per creare condizioni climatiche e atmosferiche artificiali. E’ documentato che le operazioni clandestine collegate a queste missioni di irrorazione determinino un indebolimento psicofisico delle persone interessate, con agenti biologici e con tecnologie psicotroniche di controllo della mente e dell’umore. Parte di ciò che sta accadendo nell’atmosfera riguarda armi segrete del Pentagono, congegnate per operazioni tattiche e strategiche. Presto le missioni della N.A.S.A saranno trasferite sotto il controllo del Pentagono”.(4)
Le nuove armi sono state così elencate dal deputato dell’Ohio Dennis Kucinich, in una sua proposta di legge:
- Armi elettroniche e psicotroniche
- Armi di alta quota ad emissione di onde di bassa frequenza
- Armi elettromagnetiche soniche ed ultrasoniche
- Armi laser
- Armi strategiche tattiche ed extra-atmosferiche
- Armi chimiche e biologiche e tettoniche
- Scie chimiche
Si tratta di attuare un vero e proprio “terrorismo ecologico” per provocare danni alla salute dei cittadini. Le conseguenze vanno dalle semplici cefalee, nausea, stanchezza, fino a forme di cancro. Attraverso queste armi vengono rilasciate nell’atmosfera sostanze tossiche come fibre di amianto, alluminio, sali di bario, ecc.
Le armi chimiche e climatiche sono utilizzate dagli Usa in tutti i luoghi occupati (Iraq, Afghanistan, Somalia, ecc.), in cui le popolazioni civili sono costrette a vivere nella sofferenza del grave inquinamento dell’acqua, del cibo e dell’aria.
Dato che i contenuti e i mezzi delle manipolazioni ambientali vengono tenuti segreti, siamo indotti a credere che si tratti di ipotesi fantascientifiche. Tuttavia, esiste realmente un programma di guerra climatica chiamato The High-Frequency Active Auroral Research Program (HAARP), (Programma di ricerca aurorale attivo ad alta frequenza), gestito dall’aviazione e dalla marina americana, con sede a Gokona, in Alaska. Questo programma è stato iniziato nel 1992 e consiste in una serie di antenne che creano “modificazioni locali controllate della ionosfera” (che è lo strato più elevato dell’atmosfera). Il progetto è diventato sempre più complesso nel tempo, fino alla fase finale realizzata nel 2004, che ha portato alla dotazione di 180 antenne di trasmettitori ad alta frequenza.

Secondo la stessa N.A.S.A. ci sarebbero stretti legami fra terremoti che vanno oltre il quinto grado della Scala Richter e particolari perturbazioni che avvengono nell’atmosfera più elevata, la ionosfera. Questo significa che la tecnologia HAARP, che opera nella ionosfera, potrebbe indurre terremoti tramite congegni che i militari preposti saprebbero utilizzare.
La scienziata Rosalie Bertell, autrice del libro “Pianeta terra: l’ultima arma” (2000), spiega che in moltissimi casi i militari a servizio del gruppo dominante occidentale hanno agito sul clima e sull’ambiente per scopi bellici, ad esempio in Indocina, ma anche in altri luoghi, come la ex Jugoslavia. Secondo la Bertell, esistono armi elettromagnetiche “in grado di causare terremoti in siti scelti come bersaglio, sprigionando energie equivalenti alle più forti esplosioni nucleari”.
Uno studio del professore dell’Università di New Brunswick Frederickton (Canada), Gary T. Whiteford, pubblicato da “Nexus. New time” (n. 3, Gennaio – Febbraio 1996), sostiene che gli esperimenti nucleari possono provocare terremoti e di fatto ciò è avvenuto in molte esercitazioni, in particolare a partire dagli anni Cinquanta.
Ad esempio, nel 1951 le autorità statunitensi fecero esplodere ben 16 bombe. Da allora vi furono molti esperimenti nucleari voluti dalle autorità di molti paesi del mondo. In seguito a questi esperimenti anche il numero dei terremoti è aumentato in modo significativo. Dal ‘51 all‘88 si ebbero 32 sismi, 20 dei quali si verificarono nello stesso giorno di un test nucleare o nei giorni successivi.
Gli esempi che si possono fare sono diversi: il 4 dicembre 1988, l’URSS fece detonare una bomba nucleare in una base del circolo polare artico, il 7 dicembre in Armenia si ebbe un terremoto che uccise 60.000 persone; il 22 gennaio 1989, un’altra esplosione fu effettuata nel Kazakistan nord-orientale e il giorno successivo si ebbe un terremoto nel Tajikistan, che uccise più di 200 persone; Il 23 giugno 1992, gli americani fecero scoppiare una bomba nucleare sotterranea e il 28 giugno si ebbero due terremoti molto forti nel sud della California.
Gli scienziati che vogliono fare carriera, sostengono che non possono esser fatti collegamenti fra esplosioni nucleari e terremoti. Ma gli scienziati più onesti, come Hermann Müller, hanno ammesso che le sperimentazioni nucleari sono state fatte per motivi distruttivi e di controllo dell’ambiente, facendosi beffe della vita delle persone.
Le autorità che permettevano questo scempio erano le stesse che ufficialmente si facevano paladine della “sicurezza” dei popoli.
Spiega Chossudovsky: “L’aviazione americana è in grado di manipolare il clima. Può addirittura provocare inondazioni, uragani, siccità e terremoti. Il Dipartimento della Difesa ha destinato elevate somme di denaro allo sviluppo e al perfezionamento di queste tecnologie. La manipolazione climatica diverrà parte della sicurezza interna e internazionale e sarà sfruttata in maniera unilaterale… Sarà usata a scopi difensivi e offensivi e anche come deterrente. La capacità di generare precipitazioni, nebbia e temporali e di modificare il clima, e la creazione di un clima artificiale, fanno parte di quelle tecnologie integrate che possono far aumentare la capacità statunitense, o diminuire quella degli avversari, di ottenere conoscenza, ricchezza e potere globale”.(5)
Alcuni scienziati hanno manifestato preoccupazione per queste tecniche, ad esempio, il fisico Richard Williams definisce HAARP “un atto irresponsabile di vandalismo globale”. Williams e altri scienziati temono che questi metodi possano causare gravissimi danni alla ionosfera e compromettere lo strato protettivo che impedisce il passaggio di radiazioni che sarebbero mortali.
La possibilità di manipolare i fenomeni meteorologici permetterebbe agli Usa di agire contro quelle aree che considera nemiche, o contro Stati che ha messo nella lista nera dei “terroristi”.
Negli ultimi anni si sono verificati fatti molto strani mai avvenuti prima. Ad esempio, la Corea del Nord, dalla metà degli anni ‘90 è in balìa di continue siccità e alluvioni, mentre l’Afghanistan e Cuba hanno avuto continue carestie e fenomeni meteorologici atipici. Dal 1995 in Corea del Nord le carestie e le alluvioni avrebbero ucciso circa 2 milioni di persone. A Cuba, dal 1998, la siccità ha colpito come non era mai avvenuto prima. Nel 2003 ha colpito la parte occidentale di Cuba, nel 2004 la parte orientale, e tutto il paese è stato devastato. L’Afghanistan, fra il 1999 e il 2002, è stato distrutto dalla carestia, e ciò ha permesso agli americani di esportare i loro prodotti agricoli, compresi i fertilizzanti resistenti alla siccità. Anche nelle ex-repubbliche sovietiche del Kazakhstan, Kyrgyzstan, Tajikistan, Turkmenistan e Uzbekistan, che come l’Afghanistan sono state costrette ad una lunga guerra contro i fondamentalisti islamici, hanno avuto proprio negli anni di guerra la peggiore siccità, che ha ridotto allo stremo circa la metà della popolazione: 3 milioni di persone su una popolazione totale di 6,2 milioni di abitanti.
In Iraq la peggiore siccità si è avuta nel 1999, anno in cui gli Usa avevano imposto sanzioni economiche e avevano attuato una serie di bombardamenti. Situazioni simili, seppure meno gravi, si sono verificate in Siria e in Iran.
Gary T. Whiteford, professore di geografia all’Università di Brunswick (Canada), osserva che lo tsunami del 24 dicembre 2004, che ha colpito parecchie zone dell’Asia, può esser stato prodotto da cause umane.
Altri scienziati sospettano che potrebbero esserci responsabilità del sistema HAARP (6). Dopo le devastazioni dello tsunami, molte corporations americane festeggiarono il disastro, che avrebbe permesso loro di soffocare l’economia dei paesi colpiti. Approfitteranno della difficoltà per creare Stati “democratici e orientati al libero mercato (…) fare a pezzi ciò che è superato”.(7) I profitti saranno parecchi: si sono smantellate le proprietà dello Stato in cambio di “aiuti” alla popolazione. I lavori di ricostruzione dei paesi colpiti dallo tsunami sono stati condotti da operatori occidentali, che guadagnarono stipendi altissimi, mentre la popolazione del paese da ricostruire venne esclusa dalla progettazione dei lavori. Nel mese di marzo del 2005 il New York Times pubblicò un rapporto in cui denunciava che le ricostruzioni ad Aceh non erano ancora nemmeno iniziate, mentre i fondi già stanziati erano andati nelle tasche di pochi privilegiati. Il problema era che il profitto rappresentava l’obiettivo primario, e non la ricostruzione. La corruzione e l’incompetenza la fecero da padroni, e le buone intenzioni ostentate nascosero l’avidità predatoria verso paesi distrutti e indeboliti. La Banca Mondiale approfittò dei paesi colpiti dallo tsunami per dare prestiti esigendo in cambio le privatizzazioni delle imprese e l’espropriazione dei terreni. I paesi resi debitori diventarono dipendenti dalle direttive della Bm e non poterono più esercitare la loro completa sovranità.
Secondo un articolo pubblicato dal sito di Portland della rete di Indymedia (8) lo tsunami nell’Oceano Indiano è stato provocato dagli Usa per devastare economicamente l’Indonesia e per poter occupare i campi petroliferi di Aceh. A conferma di ciò l’articolo sottolinea che la base militare americana di Diego Garcia, che si trova vicina all’epicentro, non ha subito alcun danno. Inoltre, pochissimo tempo dal disastro, prima dei soccorsi civili, come fosse già preparata prima del disastro, giunse ad Aceh la portaerei Uss Abraham Lincoln con 12 elicotteri da guerra Cobra.
Un reportage giornalistico dal titolo “Il paradiso perduto”, di Paola Salzano, girato quasi un anno dopo lo tsunami, mette in luce che già dal 2003 la gente tailandese veniva minacciata e vessata per costringerla ad abbandonare le proprie terre, che si trovavano vicine al mare, in una posizione particolarmente appetibile all’industria turistica. La giornalista osserva che “l’onda ha fatto piazza pulita di case, casette, baracche… che negli anni si erano accumulate lungo la costa su quei terreni più vicini al mare… terra preziosa, ambita dalla grande industria del turismo, il luogo perfetto su cui costruire nuovi alberghi, nuovi resort, nuove piscine al servizio del turismo occidentale”.(9)
Molti indigeni, a causa dell’onda anomala, hanno perduto i titoli di proprietà, e sono stati brutalmente allontanati dalla terra dove vivevano da molti anni. Ma anche coloro che posseggono i documenti di proprietà vengono minacciati e costretti a cedere la loro terra. Una donna, che ha fatto vedere alla giornalista i documenti di proprietà della terra, raccontò:
“Ci vogliono cacciare dalla nostra terra, nel 2003 è venuta la polizia che ci ha minacciati con le pistole e poi hanno messo una bomba… c’è stato un morto. E’ gente molto potente… ho fatto causa e l’ho vinta ma la società di costruzioni ha fatto venire la polizia per mettere sotto sequestro la terra… hanno tentato di uccidermi, ci volevano uccidere tutti. Vede, non possiamo chiedere aiuto neanche alla polizia, eppure noi viviamo su questa terra da 32 anni. Dopo lo tsunami le cose sono anche peggiorate perché la compagnia ha cominciato a comportarsi in modo ancora più aggressivo… due giorni fa sono tornati a minacciarci ribadendo che la terra appartiene a loro… vivevamo bene prima, avevamo la casa, le noci di cocco… adesso dovremo andare a lavorare in qualche resort, in qualche albergo”.
Condoleeza Rice, all’epoca segretario di Stato Usa, si è dimostrata soddisfatta dei profitti che sono stati ricavati a danno delle vittime dello tsunami, così come la Thailand Tsunami Survivors and Supporters, che ha dichiarato: “Lo tsunami ha esaudito le preghiere dei politici-uomini d’affari, in quanto ha letteralmente spazzato via dalle aree costiere le comunità che intralciavano i loro piani finalizzati a edificare centri di villeggiatura, alberghi, casinò e allevamenti di gamberi. Per loro, adesso, queste aree costiere sono invece territori accessibili”.(10)
Forse erano le preghiere, forse qualcos’altro. Il punto principale è che occorrerebbe capire cosa stanno utilizzando per meglio controllare i popoli, in un periodo storico in cui una possibile maggiore consapevolezza minaccia il sistema costituito. Le autorità attuali dovrebbero render conto dei progetti militari segreti sul controllo ambientale e i popoli dovrebbero aprire gli occhi per impedire che altro scempio venga commesso.
Copyright © 2009 – all rights reserved.
Tutti i diritti sono riservati. Per richiedere la riproduzione dell’articolo scrivere all’indirizzo e-mail giadamd@libero.it

NOTE
1) http://scienzamarcia.altervista.org/dossier5.html
2) http://www.luogocomune.net/site/modules/newbb/viewtopic.php?topic_id=1432&forum=53
3) US Air Force, Air University of the US Air Force, AF 2025 Final Report.
4) http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&file=article&sid=491
5) US Air Force. Air University of the US Air Force, AF 2025 Final Report, http://www.au.af.mil/au/2025/
6) http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=426
7) Pascual Carlos, Capo del Dipartimento per la coordinazione della Ricostruzione e della Stabilizzazione, cit. Klein Naomi, “La guerra li fa ricchi”, L’Espresso, 5 maggio 2005.
8) http://portland.indymedia.org/en/2004/12/307042.shtml
9) C’era una volta, di Silvestro Montanari, “Il paradiso perduto”, di Paola Salzano, Raitre, dicembre 2005.
10) Cit. in Klein Naomi, “La guerra li fa ricchi”, L’Espresso, 5 maggio 2005.

Fonte: http://lanuovaenergia.blogspot.com
Link: http://lanuovaenergia.blogspot.com/2009/05/quando-il-cielo-e-striato-e-quando-la.html


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